(Foto Ansa)
Nel mondo circa una ragazza su cinque si sposa prima di compiere 18 anni. Sono circa 650 milioni le donne e le ragazze oggi in vita che hanno contratto un matrimonio precoce. Ogni anno, oltre 12 milioni di ragazze, circa una ogni tre secondi, vengono date in sposa prima della maggiore età. Il tasso più elevato si registra nell’Africa subsahariana, dove raggiunge il 31%. I dati sono stati diffusi dall’Unicef Italia in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, con il rilancio della campagna “Non restare in silenzio”, dedicata alla prevenzione della violenza di genere e al contrasto degli stereotipi.
Il matrimonio precoce, sottolinea l’organizzazione, rappresenta una delle più diffuse violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze. Una pratica che priva milioni di giovani della possibilità di proseguire gli studi, tutelare la propria salute, vivere libere dalla violenza e sviluppare pienamente il proprio potenziale. Le conseguenze possono essere gravi e durature, con ripercussioni sulla salute fisica e mentale e un aumento dei rischi di isolamento sociale, ansia e stress emotivo.
Negli ultimi 25 anni, tuttavia, grazie agli investimenti nell’istruzione, alle riforme legislative e alle misure di protezione sociale, sono stati evitati circa 68 milioni di matrimoni precoci.
Tra le soluzioni indicate dall’Unicef figurano la permanenza delle ragazze a scuola, un maggiore accesso ai servizi sanitari e sociali, il coinvolgimento delle comunità e la promozione dei diritti e della leadership femminile.
“La violenza si previene prima che accada”, sottolinea il presidente dell’Unicef Italia, Nicola Graziano, evidenziando l’importanza di educare al rispetto dell’autonomia altrui e a relazioni fondate su “libertà, consenso e reciprocità”. “Ciò che bambine e bambini imparano oggi contribuisce a costruire le relazioni di domani”, aggiunge, chiedendo di promuovere un’educazione permanente all’affettività e alle relazioni, dentro e fuori la scuola.