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L’inflazione torna ad accelerare ad agosto, spinta soprattutto dal rincaro dell’energia, mentre sul fronte delle vacanze si registra un andamento in controtendenza. I prezzi dei voli, in particolare, risultano più bassi rispetto a un anno fa, nonostante il consueto aumento stagionale rispetto a luglio.
Secondo i dati definitivi dell’Istat, ad agosto l’inflazione è salita al 3,3% dal 2,9% di luglio, confermando la stima preliminare. L’indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, è aumentato dello 0,5% su base mensile e del 3,3% su base annua. Si tratta del livello più alto da quasi tre anni: per trovare un dato superiore bisogna tornare a settembre 2023, quando l’inflazione era al 5,3%.
A trainare la crescita sono soprattutto i beni energetici, il cui aumento annuo è passato dall’11,6% al 17,1%. In particolare, i prezzi degli energetici regolamentati sono saliti dal 14,8% al 18,6%, mentre quelli non regolamentati, compresi i carburanti, sono passati dall’11,4% al 17%.
Sul fronte delle vacanze, invece, i biglietti aerei sono diminuiti dell’11,5% rispetto ad agosto 2025, pur aumentando del 5,7% rispetto a luglio. Gli alloggi sono scesi dell’1,4% su base mensile, ma risultano più cari del 3,2% rispetto a un anno fa. I servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona sono rimasti stabili rispetto a luglio e sono aumentati del 2,6% su base annua.
“L’inflazione di fondo diminuisce lievemente da +1,6% a +1,5%. L’inflazione media del 2026, acquisita ad agosto sale a +2,9%”, rileva l’Istat. La dinamica dei prezzi alimentari resta invece contenuta, con un aumento dell’1%.