Achille Lauro (Foto Ansa)
Stasera sarà tra i co-conduttori del Festival di Sanremo, affiancando Carlo Conti e Laura Pausini.
Achille Lauro, pseudonimo di Lauro De Marinis, è oggi una delle figure più eclettiche della scena italiana, capace di attraversare rap, rock, pop e sperimentazione visiva. Nato a Verona l’11 luglio 1990, cresce nella periferia nord-est di Roma, tra Serpentara e Vigne Nuove.
A 13 anni si trasferisce in una comune con il fratello Federico, esperienza che segna la sua formazione artistica. “Avevo già capito tutto: essere chi volevo essere a qualunque costo”, ha raccontato ricordando l’adolescenza inquieta.
Dopo i primi mixtape nel collettivo Quarto Blocco, viene notato da Marracash ed entra in Roccia Music, pubblicando album come Achille Idol immortale e Dio c’è. Nel 2016 fonda l’etichetta No Face e inaugura una fase più personale con Ragazzi madre, seguita dalla svolta glam-rock di 1969.
Il grande pubblico lo scopre al Sanremo 2019 con Rolls Royce. Torna all’Ariston con Me ne frego, diventa ospite fisso nel 2021 e nel 2022 rappresenta San Marino all’Eurovision Song Contest 2022 con Stripper. Nel 2025 pubblica Comuni mortali, disco che definisce “pop nel senso ‘del popolo'”.
Capitolo vita privata. Riservato ma legatissimo alla madre Cristina, a cui ha dedicato il brano Cristina, ha avuto un rapporto complesso con il padre, oggi ricucito. Dopo una lunga relazione con Francesca, nel 2025 è stato accostato a Giulia Toscano, senza conferme ufficiali. “Sono riservato, seppur estroverso”, dice: una definizione che riassume bene l’uomo dietro l’icona.