Salvini chiude porti e aeroporti in entrata e anche in uscita: No migranti da Germania? No migranti in Tunisia!

di Lucio Fero
Pubblicato il 8 ottobre 2018 13:55 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2018 13:55
Matteo Salvini chiude porti e aeroporti in entrata e anche in uscita: No migranti da Germania? No migranti in Tunisia!

Salvini chiude porti e aeroporti in entrata e anche in uscita: No migranti da Germania? No migranti in Tunisia!

ROMA – Salvini molto astuto, troppo astuto talvolta. Da mesi, da anni, quasi da sempre con discrezione e collaborazione tra i due governi e le due polizie, alcune centinaia di migranti che erano a suo tempo approdati in Italia ed erano poi riusciti illegalmente a raggiungere la Germania venivano a piccoli gruppi riaccompagnati in Italia. In Italia dove devono stare secondo gli accordi internazionali vigenti, almeno fino a quando l’Italia, paese di primo sbarco, non respinge la richiesta di asilo e decide di rimpatriarli. Attenzione: si può legittimamente rimpatriare e chiedere a qualcuno di riprendere i suoi cittadini secondo le regole internazionali se si è in regola con le regole internazionali.

Ovvio, ma Salvini è astuto, molto astuto, troppo astuto. I tedeschi, ma anche i funzionari italiani, avevano deciso e concordato che invece di due o tre per volta conveniva rimandare indietro in Italia gruppi più consistenti, si risparmiava tempo e denaro. Quindi aereo charter, quindi gruppi di 25/40 dalla Germania all’Italia. Proprio come fa ad esempio l’Italia con la Tunisia o come l’Italia chiede di fare: meglio rimpatri di gruppi folti che di poche unità, si risparmia tempo e denaro e si fanno le cose in regola.

Ma l’astuto Salvini ha visto l’immagine dell’areo charter che sbarca in Italia migranti dalla Germania. Salvini ha visto l’effetto facebook del charter. Ha visto l’effetto social dell’applicare le regole sui migranti. E, astutissimo, ha visto anche che il ministro degli Interni tedesco è in lotta elettorale con quelli di Adf amici e alleati politici di Salvini. E allora Salvini astutamente ha pensato: non faccio un favore al nemico dei miei alleati e non faccio una brutta figura sui social. Per cui l’astuto Salvini ha proclamato: “Nessun aereo, aeroporti chiusi come abbiamo chiuso i porti”.

Astuto, troppo astuto. Salvini si è dimenticato che se chiudi porti e aeroporti li chiudi in entrata e anche in uscita. Regola dice che Italia, come fanno praticamente tutti i paesi d’Europa, deve riprendersi i migranti passati illegalmente dal suo territorio a quello di altra nazione. E viceversa. Praticamente tutti i paesi lo fanno. Senza clamore, senza teatro, senza farci sopra post su facebook e campagna elettorale. Con discrezione, prudenza, realismo. Perché si tratta di decine, centinaia di migranti il cui numero nulla sposta se non l’ossessione dell’invasione.

Ma Salvini ha detto no, ha detto che l’Italia non ci sta, non rispetta, non sta alle regole, non fa atterrare nessuno. Ha detto che l’Italia i charter con i migranti li rifiuta e che se lo scordino. Una performance teatral politica ad alto livello di consenso interno. Che però ha un prezzo: l’Italia che chiude i suoi aeroporti ai charter dei migranti che secondo regola dovrebbe riprendersi è la stessa Italia che chiede alla Tunisia oggi (e vorrebbe chiedere al altri paesi domani) di riprendersi a colpi di voli charter i migranti che loro spetta di riprendersi.

Verrà quindi ripagata della stessa moneta che usa: i charter dall’Italia carichi di migranti non se li prende nessuno. No charter migranti da Germania in Italia? No charter migranti da Italia in Tunisia! Ma Salvini è più astuto di ogni difficoltà e spera non se ne accorga nessuno di porti e aeroporti chiusi, in entrata e anche in uscita.