Berlusconi-Di Maio: “Il nemico sei tu”. Bye bye Renzi

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 7 novembre 2017 9:49 | Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2017 9:49
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Berlusconi e Di Maio. Uno dei due sarà premier?

ROMA – Berlusconi-Di Maio usano la stessa parola per reciprocamente indicarsi all’indomani del voto in Sicilia e la parola è “nemico”. E’ un incrociato riconoscimento esplicito, Berlusconi va alle elezioni politiche di marzo dicendo agli italiani che se non vogliono M5S al governo non c’è che da votare Forza Italia e alleati. E Di Maio annuncia a chi vuole davvero Grillo padre nobile del MoVimento a Palazzo Chigi che sulla strada c’è un solo, vero, grande ostacolo: Berlusconi e il centro destra appunto.

Berlusconi il nemico principale per Di Maio e Di Maio il nemico principale per Berlusconi. Questo dicono entrambi. Al di là della propaganda le cose stanno davvero così? E’ questa la vera scelta, almeno quella che conta nel prossimo voto degli italiani? La risposta è sì: Berlusconi o Di Maio, Centro Destra o M5S questa è la scelta.

Non c’era bisogno della Sicilia per saperlo ma la Sicilia lo ha confermato: a meno di miracoli e di quelli grossi il Pd di Renzi alle prossime elezioni arriva terzo dopo il Centro Destra e M5S oppure dopo M5S e il Centro Destra, ma sempre terzo. Terzo e cioè non vincente, non darà le carte e non avrà in mano il mazzo del prossimo governo. Non è una previsione, è semplice aritmetica: se l’elettorato che una volta si sarebbe detto di sinistra si divide in due (e ora è così) il potenziale 35 per cento della sinistra diventa 25 più 10 o 28 più 7 o 26 più 9 o anche meno. Comunque le due o tre sinistre che si cannibalizzano, anzi meglio la sinistra che va alle elezioni per uccidere il centro sinistra si assicurano la sconfitta.

Quindi il voto al Pd o a Mdp e a qualunque sia la federazione della sinistra anti Pd sarà voto di opinione, di schieramento, di fedeltà, di coerenza, di rabbia, di speranza, di sapienza, di stizza, di ideologia…di qualunque cosa tranne che di rilevanza al fine di chi arriva primo e raccoglie più voti di tutti. A marzo 2.018 centro sinistra e sinistra non concorrono per arrivare primi. Hanno ragione Di Maio e Berlusconi, per entrambi il nemico principale non è il Pd.

Berlusconi-Di Maio, per entrambi il nemico principale qui, ora e nello scontro elettorale sarà l’altro. Centro Destra o M5S, uno dei due vincerà le elezioni di marzo. Uno dei due e non altri. Berlusconi contro Di Maio e viceversa, questa è la scelta. Un Highlander e un Troll. Ne resterà solo uno.

E Renzi? Bye bye Renzi. In realtà non da oggi ma dal 4 dicembre 2.016. E’ dal referendum che bye bye Renzi. In quel referendum l’anti sistema (M5S-Lega-Sinistra Italiana, social e opinione pubblica anti Stato e governo e umore profondo rancore del paese) si strinse in alleanza con parte robusta del sistema (Cgil, pubblico impiego, intellettualità conservatrice, stampa e televisione prima corrive e servili con Renzi ma in quel momento già certe della sua sconfitta). L’alleanza produsse e manifestò una colossale reazione di rigetto verso Renzi.

Tale che Renzi già da allora era solo un bye bye. Reazione di rigetto contro Renzi persona, proprio lui sì. E anche reazione di rigetto verso ogni forma di riformismo accennato. Rigetto potente che nega e ignora il Pil che aumenta, l’occupazione che cresce…Rigetto delle compatibilità non con l Ue ma con il reale, con la realtà. Rigetto che, ed è incredibile constatarlo, solo Berlusconi può contenere.

Dall’altra parte M5S, ieri il candidato siciliano Cancelleri non vittorioso ha orgogliosamente raccontato alla sua gente che non ha telefonato e non telefonerà al vincitore Musumeci. Una cosa che in tutte le democrazie non si fa per cortesia, la telefonata serve a comunicare, simboleggiare il patto fondante della democrazia e convivenza, il fatto che il perdente riconosce la legittimità delle elezioni e del risultato. Altrimenti, senza questo riconoscimento, non è democrazia ma permanente conflitto civile.

Bene, Cancelleri la telefonata non l’ha fatta, lo ha detto alla sua gente, ha giurato non la farà mai e ha spiegato che lui non la fa perché la vittoria di Musumeci è “inquinata” da voti sporchi. Quindi Cancelleri si è assegnato il diritto di stabilire la qualità e la validità dei voti altrui e ha di fatto stabilito che elezioni non vinte da M5S sono “inquinate”. La sua gente ha applaudito, la versione del voto “inquinato” è piaciuta a tutto M5S.

Quindi gli elettori, se non votano a maggioranza M5S, inquinano le elezioni i cui risultati non vanno riconosciuti. Questo è M5S. Anche Berlusconi quando perdeva diceva ci fossero stati brogli, non si poteva spiegare altrimenti. Ma Berlusconi era poco serio, M5S è invece maledettamente serio quando sostiene, giura, predica, impone che l’unico popolo buono e degno è quello a Cinque Stelle.

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