Governo Conte bis, record dell’età: è il più giovane della Repubblica

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2019 21:30 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2019 9:28
Il nuovo governo Conte

Il neo-governo Conte (Foto Ansa)

ROMA  –   Il nuovo governo guidato dall’avvocato Giuseppe Conte non si è ancora insediato ma ha già battuto un record: quello dell’età. Con una media di 47 anni, la squadra M5s-Pd è la più giovane della storia repubblicana, anche del governo Renzi, a quota 48 anni come anagrafe media dei ministri. E ancor di più del governo gialloverde, che si fermò a 50.

Come un anno fa, è il neo-ministro agli Esteri Luigi Di Maio ad abbassare la media con i suoi 33 anni. Lo seguono Fabiana Dadone, 35 anni, ministro della Pubblica amministrazione, e Giuseppe Provenzano, 37 anni e la delega al Sud. Per il resto il Conte bis è un esecutivo di quarantenni (sono 10 su 21) che debutteranno a Palazzo Chigi con 14 uomini e 7 donne, cioè un terzo del totale e due in più rispetto a quelle che giurarono al Quirinale nel 2018.

Oltre 400 giorni dopo, cambia l’alleato di maggioranza (il Pd al posto della Lega) e cambia pure la natura del governo: si tratta di una formazione di politici con la titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, unico ministro tecnico. Nel governo M5s-Lega gli indipendenti, invece, erano tre e tutti con ministeri di peso (Paolo Savona, Enzo Moavero Milanesi e Giovanni Tria).

Sull’età, gli under 40 sono tre come l’anno scorso ma si è abbassato il picco dei senior: allora era Savona, che con i suoi 81 anni e 7 mesi resta il ministro più anziano della Repubblica. Adesso è il ministro dell’Interno, che tra una settimana festeggerà 66 anni. A lei che subentra a Matteo Salvini spetta un’altro record: è l’unica della squadra a non avere un profilo Twitter né Facebook.

Cambia, rispetto all’ultimo governo, anche la geografia: è il sud a prevalere, con 11 ministri nati in regioni meridionali, contro i 6 lombardi che erano i più numerosi dei 18 ministri precedenti. Ora in testa c’è la Campania con 4 uomini (Di Maio, Vincenzo Spadafora, Enzo Amendola, Sergio Costa), seguita da 3 siciliani. Da Potenza vengono due ministri (Lamorgese e Speranza) mentre la Puglia del premier è rappresentata da Francesco Boccia e Teresa Bellanova.

Infine, spulciando tra i curricula dei nuovi ministri, 4 su 21 non hanno una laurea in tasca: Di Maio, passato da ingegneria a giurisprudenza prima di farsi risucchiare dal Movimento; Vincenzo Spadafora; Enzo Amendola e Nunzia Catalfo, entrambi diplomati al liceo scientifico.

Per quanto riguarda le professioni, invece, spopolano gli avvocati e i professori universitari, in tutto sette. Per il resto, si spazia tra un ingegnere (Stefano Patuanelli) e una manager (Paola De Micheli), una sindacalista (Teresa Bellanova) e una selezionatrice di personale (Nunzia Catalfo, considerata la ‘madre’ del reddito di cittadinanza). Il più eclettico resta Luigi Di Maio passato da webmaster a giornalista sportivo, da steward al San Paolo a manovale nell’azienda di famiglia. 

Fonte: Ansa