M5S cittadina e maestra: predica bene e razzola male, a norma di legge

di Lucio Fero
Pubblicato il 30 novembre 2017 13:26 | Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2017 13:26
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M5S cittadina e maestra a Torino ma…sta in Sicilia (foto d’archivio Ansa)

ROMA – M5S cittadina e di M5S portavoce in Consiglio comunale dove risulta regolarmente eletta. A Misterbianco, Catania, Sicilia. E anche maestra, brava e competente, di italiano a San Salvario, Torino, Piemonte.

Però Valentina Puglisi non ha il dono dell’ubiquità, non può stare contemporaneamente in cattedra ad insegnare a scuola a Torino e in Consiglio a Misterbianco. Metti ci sia una seduta del Consiglio di martedì ad esempio. Il lunedì comprensibilmente non può essere a scuola perché per arrivare laggiù a Misterbianco il lunedì è di viaggio. E il mercoledì non può ancora fare la maestra perché, comprensibilmente, per tornare da laggiù anche il mercoledì è di viaggio. Una vita di inferno ad andare su e giù, uno stress fisico e mentale che sfinirebbe chiunque.

E allora occorre scegliere e la maestra Puglisi di fatto ha scelto. A norma di legge e in piena regola con le regole come lei stessa puntualizza, ha scelto di essere prima cittadina M5S e poi maestra. Per cui a scuola a Torino non la vedono da settembre. E se ne dispiacciono assai  perché, quando c’era e andava, era professionalmente valida e stimata. Lo ricorda il preside che però conferma come maestra Puglisi non la veda appunto da settembre. A scuola si racconta anche di alcuni genitori di alunni che hanno chiesto di cambiar sezione ai figli perché la maestra di italiano, il che non è poco, non c’è.

L’Ufficio scolastico provinciale ha aperto un’indagine sulla vicenda. Ma c’è poco da indagare e nulla di illecito da trovare. La maestra ha diritto alle assenze motivate dal suo impegno politico. Ne ha diritto e non fa nulla contro regola.

E poi maestra Puglisi non è un caso eccezionale, anzi. E’ una della tante maestre e tanti prof che hanno ottenuto la cattedra lontano da casa loro. E che restano virtualmente in cattedra andandoci però a scuola pochino nella realtà. Sono molti quelli che lo fanno appoggiandosi a certificati medici, poi due giorni a insegnare davvero, poi altro certificato medico. La cattedra se la tengono. Nessuno può sostituirli. Lasciano spazio a supplenti a loro volta rotanti e saltuari. Non lasciano spazio a veri docenti. Peggio per i malcapitati alunni, è la vita. Così fan tanti dei prof e non per questo si sentono in imbarazzo, tanto meno in colpa.

Ecco, maestra Puglisi è davvero una cittadina di questi giorni e non solo una cittadina M5S. Una come gli altri, una di noi direbbe la gente, anzi la portavoce di una parte degli uno di noi, quelli che si tengono la cattedra anche se non insegnano. Perché è loro diritto.

Chiedere il congedo non viene in mente. Perché farsi carico in proprio del futuro scolastico degli alunni? Ci pensi lo Stato.

Farsi da parte per dare spazio a una vera sostituzione a vantaggio della didattica? E perché farsi carico, magari con danno personale, di una burocrazia? Ci pensi lo Stato.

Nel frattempo, ne siamo certi, Puglisi cittadina e portavoce M5S tra l’altro avrà modo di condannare la “buona scuola” di Renzi, di denunciare le retribuzioni senza lavoro della Casta, di promettere e lottare perché i bambini e ragazzi di ogni scuola, da Misterbianco a San Salvario, abbiano domani un reddito di cittadinanza…

Una volta si diceva predicar bene e razzolar male. Chissà come si dice, se si dice, la stessa cosa su facebook.