Vaccini e Jobs Act cancellati oggi, ieri la Fornero, domani maltempo e vecchiaia?

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 gennaio 2018 12:45 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2018 12:54
berlusconi-salvini

Silvio Berlusconi e Matteo Salvini in una foto Ansa: vogliono abolire obbligo dei vaccini e Jobs Act

ROMA – Vaccini e Jobs Act cancellati, andranno via. Non appena rispettivamente Salvini e Berlusconi alleati avranno vinto le elezioni. Oggi infatti è toccato all’obbligo di vaccinarsi e alla legge su assunzioni e contratti di lavoro essere cancellati, abrasi, immessi nell’elenco delle cose che saranno abolite. Basta un voto.

Salvini, per prenderlo qualche voto in più o almeno per provarci, ha fatto suo un sentimento mai spento sotto la brace grillina: il no vax. Salvini giura di non essere no vax, tutt’altro. Lui è per i vaccini. Però se governasse abolirebbe l’obbligo di vaccinarsi. Che è la misura giusta ed efficace per rendere i vaccini inefficaci come facilmente spiega ogni medico. Se non c’è obbligo di vaccinarsi la percentuale di vaccinati scende sotto soglia di cosiddetta immunità di gregge e l’agente patogeno sopravvive e contagia. Salvini non lo sa? Lo sa, lo sa. Ma anche i no no vax votano e Salvini fa loro un sorrisone, magari qualcuno poi vota Lega che abolisce obbligo vaccini. Un punto percentuale in più al conteggio del 5 marzo val bene qualche morbillo in più, tanto guariscono.

Appena poche ore prima, sempre e solo oggi, Berlusconi aveva annunciato: cancelleremo il Jobs Act. Ora c’è un che di comico nel vedere Berlusconi che si veste da Camusso. Berlusconi che annuncia all’elettorato che il governo di Forza Italia abolirà la legge che ha un po’ liberalizzato il mercato del lavoro in Italia. Berlusconi che annuncia di essere contro la flessibilità dei contratti di lavoro. Berlusconi che va a far concorrenza a Grasso-Boldrini. Sì, c’è un che di comico. Ma magari funziona.

Oggi foglio di via in campagna elettorale per obbligo vaccini e jobs act, saranno espulsi. Appena ieri era stata cancellata ed espulsa la legge Fornero sulle pensioni e quindi l’età pensionabile a 67 anni via, vade retro. Via anche il sistema contributivo per calcolare le pensioni? Chissà, l’appetito vien mangiando.

Convocati, chiamati a prendersi il loro bravo decreto di prossima espulsione dalla vita degli italiani appena ieri anche il canone Rai, le aliquote Irpef, l’Irap, le tasse universitarie, il bollo auto, le pensioni sotto i mille euro netti mensili, i disoccupati senza un euro, ne avranno tutti almeno 780 o 1600 se tengono coniuge e due figli.

Domani (mancano ancora 52 giorni pieni di campagna elettorale) saranno aboliti e cancellati…il maltempo, la vecchiaia, il raffreddore? Cosa prometteranno di abolire a questo ritmo in altri 52 giorni? La puzza dei piedi? La polvere in casa? L’obbligo di pagare la spesa? L’irresponsabile e grottesca cialtroneria della campagna elettorale in corso (c’è sempre stata ma stavolta tocca livelli quantitativi e qualitativi mai raggiunti) è tale che almeno oggi il più pacato, responsabile e realistico appare Di Maio quando molla, archivia la chiacchiera brilla dell’abolizione dell’euro. Rispetto agli altri almeno oggi Di Maio fa la figura di quello serio che non caccia balle.  Altri 52 giorni, altri 52 così?!

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