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25 aprile, La Russa: “Onoravo anche i caduti di Salò. E lo rifarei”. Il Pd: “Dichiarazioni gravi e inaccettabili”

“Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andavo a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo una corona, poi andavo al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana”. Le parole di Ignazio La Russa, pronunciate a margine del Salone del Mobile, accendono lo scontro politico alla vigilia del 25 aprile. “Ci andavo in forma privata perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione. E lo rifarei”, aggiunge il presidente del Senato.

Immediate le reazioni delle opposizioni. Per Federico Fornaro del Partito Democratico si tratta di “dichiarazioni gravi e inaccettabili. Non esiste alcuna pacificazione possibile che passi per l’equiparazione tra partigiani e repubblichini”. Ancora più duro Nicola Fratoianni: “Non sono la stessa cosa, c’entra la capacità di riconoscere tra chi ci ha liberato dall’oppressione e chi ci opprimeva”.

Intanto si apre un altro fronte: i tagli ai fondi per i luoghi simbolo della Resistenza, scesi da 2,5 milioni a circa 1,8 milioni. “Un taglio che ha assunto proporzioni inaccettabili”, denuncia il deputato dem Andrea De Maria, ex sindaco di Marzabotto.

Sullo sfondo, polemiche anche per il convegno “La fine dell’antifascismo” a Predappio il 25 aprile, definito dal centrosinistra “una provocazione” e “un insulto alla Costituzione”.

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Gianluca Pace