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A Hormuz 4 navi (tra cui una cinese) hanno forzato il blocco e sono passate. Cosa prevede la proposta di pace in 4 punti presentata da Pechino

I dati di tracciamento navale mostrano che quattro navi collegate all’Iran hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante l’inizio del blocco navale di Washington. Lo dice una analisi di Bbc Verify, il team dell’emittente britannica specializzato in analisi dei dati e uso di intelligence open-source (Osint).  Secondo il portale di tracciamento MarineTraffic, due di queste navi avevano fatto scalo in porti iraniani. La nave portarinfuse Christianna ha attraversato lo stretto ieri, dopo l’inizio del blocco, dopo aver fatto scalo a Bandar Iman Khomeini, in Iran. La Rich Starry, sanzionata dagli Stati Uniti per il commercio con l’Iran, ha navigato invece verso est da Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, attraversando lo stretto durante la notte. La petroliera Murlikishan, anch’essa soggetta a sanzioni statunitensi per il commercio con l’Iran, è salpata da Lanshan, in Cina, e ha attraversato lo stretto verso ovest durante la notte. Secondo MarineTraffic, la sua ultima posizione segnalata era a est dell’isola iraniana di Qeshm.

Un’altra petroliera, la Elpis, ha attraversato lo stretto oggi, diretta verso est, proveniente dal porto iraniano di Bushehr, come dimostrano i dati di tracciamento. È soggetta a sanzioni statunitensi e la sua destinazione è sconosciuta. “È possibile che queste navi abbiano trasmesso falsi segnali di posizione – una pratica nota come ‘spoofing’ – per mascherare la loro ubicazione” sottolinea Bbc. L’esercito statunitense ha dichiarato che avrebbe bloccato tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani ma che non avrebbe ostacolato la libertà di navigazione per le navi che transitano nello stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani.

A Hormuz 4 navi (tra cui una cinese) hanno forzato il blocco e sono passate. Cosa prevede la proposta di pace in 4 punti presentata da Pechino (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Cina per la pace, i 4 punti di Xi Jinping consegnati ad Abu Dhabi

Pechino è intanto entrata in campo con un piano entra in campo con un piano in quattro punti per la pace e la stabilità del Medio Oriente. Mentre la tregua nella guerra tra Iran e Usa si fa sempre più fragile, il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato di voler svolgere “un ruolo costruttivo” e in quest’ottica ha presentato un piano al principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in visita a Pechino.

  • Il primo punto è la necessità di “attenersi al principio della coesistenza pacifica” tra i Paesi del Golfo. Secondo il leader cinese, questi Paesi sono “vicini che non possono essere spostati” e ha sostenuto che occorre incoraggiare il miglioramento delle relazioni regionali per costruire una struttura di sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile.
  • Il secondo principio è quello della sovranità nazionale. Per il leader di Pechino “la sovranità costituisce il fondamento dell’esistenza degli Stati, in particolare dei Paesi in via di sviluppo”. Xi Jinping ha sottolineato che “la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dei Paesi del Medio Oriente e del Golfo devono essere rispettate in modo effettivo, così come deve essere garantita la sicurezza del personale, delle strutture e delle istituzioni di tutti i Paesi”.
  • Il terzo punto riguarda il “rispetto dello stato di diritto internazionale”. Xi ha avvertito che “non si può applicare il diritto internazionale solo quando conviene e abbandonarlo quando non conviene”, né lasciare che il mondo torni alla logica della giungla. Per questo ha ribadito la necessità di difendere il sistema internazionale sviluppato sulle Nazioni unite, l’ordine fondato sul diritto internazionale e le norme basilari delle relazioni internazionali ispirate alla Carta dell’Onu.
  • Il quarto e ultimo punto è legato alla necessità di “coordinare sviluppo e sicurezza”, affermando che la sicurezza è la premessa dello sviluppo e lo sviluppo è la garanzia della sicurezza. Secondo Pechino, tutte le parti dovrebbero contribuire a creare un ambiente favorevole alla crescita dei Paesi del Medio Oriente e del Golfo. In questo quadro la Cina è pronta a condividere con i Paesi della regione le opportunità della modernizzazione.
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Lorenzo Briotti