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Abdul El-Sayed, chi è il vincitore delle primarie dem per il Senato in Michigan: socialista e pro Pal è il nuovo Mamdani

Secondo le proiezioni del Decision Desk della Cnn, Abdul El-Sayed otterrà la candidatura democratica per il Senato Usa in Michigan, regalando ai progressisti un’importante vittoria in una primaria decisiva. Il candidato dell’ala progressista dem ha sconfitto la deputata moderata Haley Stevens.

Appoggiato da Sanders e Ocasio-Cortez, il candidato socialista di origini egiziane è musulmano e apertamente pro Pal e l’ha spuntata dopo un lungo testa a testa. La sua vittoria assomiglia per certi versi a quella di Zohran Mamdani, il giovane nuovo sindaco di New York che ha recentemente imposto una tassa sulle seconde case del miliardari.

Trump attacca: “Elezioni truccate”

Dopo la vittoria di El-Sayed, Trump è entrato a gamba tesa parlando di “elezioni truccate” e attaccando in vista delle midterm di novembre. “La contea di Wayne, in Michigan, è una delle aree elettorali più corrotte degli Stati Uniti, se non del mondo intero. È roba da terzo mondo!”, ha scritto il presidente in un post su Truth mentre era ancora in corso il conteggio dei voti. “Nella contea di Wayne accadono miracoli, come il fatto che vengano espressi molti più voti rispetto al numero di elettori. Di conseguenza, il comunista, che a Detroit non gode di alcun favore, potrebbe trovarsi nei guai proprio al momento del conteggio dei voti. Il socialista della sinistra radicale ha buone possibilità di farcela”, ha attaccato il tycoon riferendosi a Abdul El-Sayed. “Preparatevi a un’altra elezione truccata. A novembre dobbiamo votare per Mike Togers e rendere il risultato in Michigan troppo grande per essere truccato”.

Chi è Abdul El-Sayed

Medico, esperto di sanità pubblica, ex funzionario dell’amministrazione di Detroit e commentatore televisivo, il democratico ha conquistato le primarie per il Senato grazie alla base che ha premiato un candidato apertamente critico nei confronti dell’establishment e delle lobby tradizionalmente influenti nel partito, tra cui l’American Israel Public Affairs Committee (Aipac) che aveva sostenuto la sua avversaria Haley Stevens. Se dovesse vincere anche le elezioni di novembre, El-Sayed diventerebbe il primo senatore musulmano della storia degli Stati Uniti, un traguardo simbolico destinato ad avere un forte impatto negli States.

Nato ad Ann Arbor in Michigan nel 1985, El-Sayed è figlio di immigrati egiziani. È cresciuto in una famiglia musulmana in cui si parlava arabo come prima lingua. El-Sayed ha spesso raccontato che la sua infanzia e adolescenza gli hanno insegnato tanto: dopo gli attentati dell’11 settembre fu bersaglio di insulti e discriminazioni. Nei suoi discorsi parla degli Stati Uniti come un Paese capace di offrire enormi opportunità e possibilità che però troppo spesso non vengono garantite a tutti i cittadini.

Abdul El-Sayed e Haley Stevens (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

La battaglia dem in Michigan, scontro tra establishment e progressisti

Le primarie sono costate più di 80 milioni di dollari, le più costose nella storia del partito secondo la Cnn. Lo scontro è stato un banco di prova per il futuro del partito, alle prese con spinte più radicali nel braccio di ferro con il Grand Old Party dell’era di Donald Trump. Abdul El-Sayed è sostenuto dal senatore Bernie Sanders (indipendente del Vermont) e dalla star dem Alexandria Ocasio-Cortez. La sua rivale 43enne Haley Stevens rappresenta l’XI distretto congressuale del Michigan alla Camera dal 2019 ed era sostenuta dalla governatrice dem uscente Gretchen Whitmer e dal senatore uscente Gary Peters.

Il Michigan si è trasformato così in un campo di battaglia controverso per il Partito Democratico, mettendo in luce le sue divisioni interne, quando il presidente Trump ha alzato il tiro contro i “democratici socialisti”, responsabili nella sua visione “di promuovere il comunismo”. Lo stesso leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer ha sostenuto Stevens, vedendo in El-Sayed un candidato più debole contro il repubblicano Mike Rogers. Il seggio senatoriale del Michigan è tra quelli strategici che a novembre, al voto di metà mandato, contribuiranno a definire gli assetti a Capitol Hill: lo Stato dei Grandi Laghi è in bilico, è di colore “purple”, conteso tra il rosso repubblicano e il blu democratico. Chi lo conquisterà avrà più chance sia per la presa sul Congresso sia per le presidenziali del 2028.

El-Sayed, secondo un sondaggio condotto in settimana da Emerson rappresenta un divario generazionale netto. Gli elettori sotto i 50 anni hanno sostenuto El-Sayed con un distacco di 42 punti percentuali, mentre quelli sopra i 60 hanno preferito Stevens con margini di 14 punti.

La rivale Haley ha puntato sulla sua esperienza nella formazione dell’ex presidente Barack Obama e sulla necessità di concentrarsi sul manifatturiero e su altre questioni cruciali per il Michigan. El-Sayed, invece, ha incentrato la sua campagna sulla promozione del Medicare for All, ma ha anche preso di mira l’American Israel Public Affairs Committee e altri gruppi di interesse esterni che hanno cercato di ostacolarlo.

 

 

Published by
Lorenzo Briotti