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Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza la nuova direttiva anticorruzione, con 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astensioni. Il provvedimento definisce a livello Ue le fattispecie di corruzione che gli Stati membri dovranno considerare reati, includendo anche un articolo sull’abuso d’ufficio, indicato come “esercizio illecito di funzioni pubbliche”. La direttiva chiede ai Paesi di garantire che “costituiscano reato determinate violazioni gravi della legge derivanti dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico”.
Il testo, che contiene questo passaggio chiave, ha ottenuto il sostegno di quasi tutti gli eurodeputati italiani, con l’eccezione dell’ex leghista Roberto Vannacci. A livello europeo, i voti contrari sono arrivati principalmente da alcune delegazioni del gruppo dei Patrioti, in particolare da Spagna, Belgio, Portogallo e Polonia.
Sull’esito del voto è intervenuta la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola: “Se vedo ai voti all’interno del Consiglio Ue, l’Italia ha votato a favore di queste regole. Quindi spero che la direttiva sia applicata”. La relatrice Raquel Garcia Hermida ha sottolineato la portata dell’intervento: “L’Italia dovrà obbligatoriamente reintrodurre come reato almeno due fattispecie, tra le più gravi, nell’ambito dell’abuso di ufficio”. E ha ribadito: “Il mandato è molto chiaro sull’abuso di ufficio”.
Possibili effetti sul sistema giuridico italiano sono stati evocati dal presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso: “Se questa direttiva del Parlamento Europeo modifica il quadro normativo, è possibile che la Corte sarà chiamata nuovamente a fare il controllo che l’articolo 111, primo comma, della Costituzione prevede. Prima ancora, ovviamente, sarà la politica chiamata a prendere atto di questa nuova legislazione europea”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente dell’Autorità anticorruzione Giuseppe Busia: “Sappiamo che, purtroppo, negli ultimi anni la normativa italiana per combattere e prevenire la corruzione ha fatto segnare diversi arretramenti: speriamo che il rapido recepimento della direttiva sia l’occasione per colmare fin da subito alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, così da rafforzare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni pubbliche e quindi di migliorare la qualità della nostra democrazia”.
Durissimo il commento politico dell’eurodeputato Sandro Ruotolo: “Con la nuova direttiva anticorruzione approvata in plenaria a Bruxelles, l’abuso d’ufficio rientra di fatto dalla porta principale, smentendo l’intera linea del governo Meloni che nel 2024 aveva scelto di abolire quel reato”. E ancora: “La direttiva parla chiaro: all’articolo 11, sotto la definizione di ‘esercizio illecito di funzioni pubbliche’, l’Europa ripristina quegli elementi sostanziali che Nordio aveva voluto cancellare. Gli Stati membri sono ora obbligati a punire i funzionari che violano intenzionalmente la legge nell’esercizio delle loro funzioni”.
Infine, Ruotolo attacca anche sul piano economico e politico: “Non gliene va bene una alla presidente Meloni. Mentre la crescita rallenta e la precarietà aumenta, il governo continua a collezionare sconfitte politiche e istituzionali. Riforme bocciate, prezzi in aumento e un’economia che rischia la recessione. La realtà sta travolgendo la loro propaganda”.