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Addio al campo largo? Conte lancia l’“Alleanza per la Costituzione” e riapre la sfida nel centrosinistra

Campo largo? Per carità! “Se la sinistra non vuole continuare a perdere dobbiamo lasciarci alle spalle certe vecchie nomenclature che sanno di antico, di superato, di vecchio e non hanno più ragioni di esistere. Allora, se si deve imboccare una strada nuova debbono cambiare pure i nomi. È quel furbacchione di Giuseppe Conte che cavalca l’evento. “Dobbiamo chiamarci Alleanza per la Costituzione”. Chi lo ascolta applaude è come se avesse già vinto le elezioni, mandando fuori da Palazzo Chigi Giorgia Meloni. Il leader dei 5Stelle prende al volo l’occasione e ritiene che se davvero si può avere la possibilità di battere la destra, bisogna inventarsi qualcosa di diverso. La Costituzione non ha rivali: chi sente pronunciare quel nome si inchina e pensa davvero che ci possa essere la svolta.

Conte si esalta, quello slogan lo grida ai quattro venti, lo fa suo, guai a chi glielo tocca. Elly Schlein avverte il colpo del KO e corre subito ai ripari: batte le mani così forte che debbono sentirla dappertutto. Dalla Sicilia alla Valle d’Aosta. Non era lei che aveva inventato il campo largo e lo difendeva tutti i giorni dalle insidie dei nemici, ma pure degli amici? Sì, d’accordo, ma l’importante è arrivare primi al traguardo, costi quel che costi.

La sfida per la leadership del centrosinistra

Finisce, dunque, l’era di un campo che ha avuto vita breve e travagliata, nonostante la difesa a oltranza della segretaria del Pd. Elly ingoia il rospo, ma sa perfettamente che se non lo digerisce il lupo cattivo se la mangerà in pochi secondi. Ecco perché vuol apparire entusiasta, altrimenti si dovrebbe mettere a piangere. Il leader dei pentastellati si sente sicuro ormai perché con questa mossa pensa di risvegliare l’animo degli assenteisti e degli indecisi. Forse la verità è che non pensa a loro, ma a se stesso. Guarda al futuro ed è convinto che in questo modo, il giorno delle primarie sarà lui a vincere e sarà lui il candidato di quella coalizione di sinistra che vuole scalzare la Meloni. Se la Schlein dovrà alzare bandiera bianca, lo stesso dovranno fare Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, i gemelli ad oltranza.

I precedenti e i dubbi sulla nuova alleanza

Il Conte, felice e contento, ha fatto però i conti senza l’oste, perché non è che il Pd della segretaria gli lascerà il campo (absit iniuria verbis) libero. Studieranno le mosse per contrastare la pedina che vuole andare a dama e cominceranno col ricordare il passato. Già nel 1994, per fronteggiare la valanga Berlusconi che continuava ogni giorno a mietere successi i nemici del Cavaliere fecero nascere l’alleanza dei progressisti, una macchina che non ebbe fortuna, malgrado l’appoggio del PDS di Achille Occhetto, la Rete di Leoluca Orlando e la benedizione di Fausto Bertinotti. Vogliamo definirlo un flop? Siamo buoni e diciamo che l’esperimento non riuscì. Allora perchè la trovata di Conte dovrebbe avere fortuna?

Se in un pollaio vivono due galli non fa mai giorno. Ecco la ragione per la quale la maggioranza non dà molto peso all’iniziativa dell’avvocato del popolo. Le baruffe, sopite ma non troppo, esploderanno con l’andare del tempo fino al giorno delle primarie quando sia Elly che Giuseppe saranno sicuri di avere le carte in regola per vincere.

L’incognita Renzi e i nodi dell’opposizione

Tutto questo frastuono non si comprende se, in verità, l’opposizione non ha ancora trovato la quadra. Chi sarà dentro e chi fuori? Alla cena della taverna romana i commensali erano quattro. Matteo Renzi era rimasto a casa perchè non lo avevano invitato o perchè non era voluto andare visto che i rapporti con la Schlein non erano più gli stessi? Per non sbagliare il numero uno di Italia Viva (2 per cento di preferenze) va alla ricerca disperata di interviste e le trova.

Nell’ultima ha superato il limite del “politicamente corretto” quando ha definito la Meloni “lo scendiletto di Trump”. Continua: “Io la manderei a casa, ma attenzione perchè finora ha sempre tirato calci di rigore, oggi deve parare. Non le basta Chigi, vuole anche le stanze del Quirinale per portarci fratelli, sorelle e congiunti vari”.

Quando si arriva ad essere così violenti e senza educazione, vuol dire che Renzi è proprio arrivato al capolinea. Senza la possibilità di prendere il mezzo successivo, tranne quello che lo spedisca direttamente tra le quattro mura domestiche”. Probabilmente l’Alleanza per la Costituzione la vedrà in tv a meno che la Schlein non abbia proprio bisogno dei suoi voti risicati per non affondare e rimanere aggrappata a via del Nazareno.

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Bruno Tucci