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Domenica 6 settembre si vota in Sassonia-Anhalt, uno dei 16 Lander tedeschi, il corrispettivo della Regioni italiane. Fino al 1989 Sassonia-Anhalt faceva parte della Germania Est e come diversi Stati federali tedeschi che appartenevano al blocco sovietico guarda a destra rischiando di eleggere al governo del Land l’estrema destra dell’AfD, l’Alternative für Deutschland.
Sarebbe la prima volta dal 1945 che un partito di destra estrema vincerebbe le elezioni. Per conquistare la Sassonia-Anhalt, il Land più piccolo della Germania ed anche il più povero, il partito con evidenti simpatie naziste ha messo in campo il programma più radicale mai scritto in Germania. L’AfD l’ha chiamato il “manifesto di Magdeburgo” dal nome della capitale del Lander. Si tratta, scrive Il Corriere della Sera che è andato a leggersi il programma punto per punto, di un “piano per il Governo” lungo 156 pagine divise in 16 capitoli con 302 misure.
Il piano rappresenta la visione della destra radicale e nazional-populista e va molto nel dettaglio fino a chiedere, scrive Mara Gergolet autrice dell’articolo per il Corriere, la castrazione dei gatti randagi.
Il testo è stato pensato dall’ideologo del partito Hans-Thomas Tillschneider che si presenta con una barba lunga sulla stile del guru putiniano Alexander Dugin. Nel suo ufficio, Tillschneider ha una tazza dell’Armata russa. Lui, che ha origini rumene e che in passato definì l’Islam “un fungo sulla quercia tedesca”, è la mente: il 35enne candidato biondo e sorridente Ulrich Siegmund è invece il braccio, il volto ideale per fare il governatore del Land.
Tillschneider nel caso di vittoria vuole diventare ministro della Cultura e della Scuola per attuare parti importanti del suo programma. Il cuore della dottrina è infatti legata proprio all’educazione. Si punta a “pensare tedesco” e ad abolire la “costrizione scolastica”: ciò permetterà di poter educare i figli a casa. Gli educatori scolastici dovranno avere “rigoroso obbligo di neutralità” e verrà chiuso anche il programma “scuola senza razzismo”.
Tra le materie verrà data priorità alle basi, ossia tedesco e aritmetica, e scoraggiate quelle legate alle scienza sociali come la sociologia e la psicologia. Verrà insegnato il russo e come proposto anche dall’alleato e amico Vannacci, ci saranno classi separate per gli studenti con disabilità. Dato che la tv pubblica locale “indottrina” e “inebetisce” il popolo, il contratto con la “tv pubblica sarà disdetto alla prima occasione ufficiale”.
Il cavallo di battaglia di AfD, come noto è l’immigrazione che nel programma di governo per la Sassonia-Anhalt, occupa ben 43 pagine. Si promette un'”offensiva di espulsioni e di remigrazione”, concetto di cui si è parlato molto in queste settimane anche in Italia. Si chiede l’abolizione del diritto costituzionale all’asilo, il ripristino dello ius sanguinis ed anche l’abolizione della “Kirchensteuer”, la tassa religiosa che oggi pesa sulla Chiesa cattolica e luterana. La polizia sarà affiancata dalla “guardia civica di volontari”, una sorta di Ice americana con tanto di diritto al porto d’armi.
AfD, nel suo programma si scaglia anche contro le “deviazioni sessuali”, gli “stili di vita non riproduttivi” e i “modelli sessuali aberranti”. La “famiglia intatta, composta da madre, padre e figli” sarebbe “la condizione migliore per uno sviluppo infantile sano”. Questa posizione non è però gradita da tutto il partito: la leader nazionale Alice Weidel è lesbica, sposata e con due figlie. Su questo tema ha detto di non essere d’accordo.
L’AfD promuove l’arte che “contribuisce alla costruzione dell’identità tedesca”, un modo di esprimersi che ricalca il gergo usato dai nazisti da cui vengono ripresi i temi culturali cari a quella storia. Per questo è ostile al Bauhaus, il movimento artistico e architettonico sciolto nel 1933 dai nazisti. Il gruppo nacque nel 1919 a Weimar in Turingia, da cui fu cacciato nel 1925 quando presero il potere i nazisti. Si trasferì a Dessau in Sassonia e nel 1932 riparò brevemente a Berlino dopo che, anche qui, i nazionalsocialisti vinsero le elezioni promettendo di distruggere l’istituto e la sua “arte degenere”.
Il museo del Bauhaus si trova attualmente a Dessau. AfD propone di sostituire l’interesse per il Bauhaus con una “politica culturale patriottica” scontrandosi così con le campagne promozionali del governo uscente che avevano pubblicizzato il museo e lo stato proprio come centro del Bauhaus. L’idea è valorizzare altre personalità provenienti dalla regione: tra queste il cancelliere ottocentesco Otto von Bismarck e il filosofo Friedrich Nietzsche. In sostanza si vuole venerare il periodo imperiale della Germania finito con la Prima guerra mondiale.
La direttrice del museo e della fondazione Bauhaus, Barbara Steiner, ha espresso preoccupazione per gli attacchi di AfD e il timore che un’amministrazione statale di estrema destra tagli i cinque milioni di euro di fondi pubblici che riceve all’anno. Soldi che la fondazione restituisce a Dessau tramite i 180mila visitatori che ogni anno arrivano per visitare il museo.
Bisogna vedere se AfD riuscirà a mettere in pratica il programma in caso di vittoria. Molte misure sono inapplicabili perché spettano al governo federale. Le urne riusciranno a non far ripetere, anche se in forma minore, la storia tedesca che vide l’ascesa di Hitler tramite le elezioni? Staremo a vedere.
AfD rischia nel frattempo di essere messa al bando a livello nazionale dopo che il tribunale amministrativo di Colonia ha classificato il partito come “estremista comprovato”. Rischia di essere messo al bando e per questa ragione il partito a maggio ha fatto causa ai servizi segreti tedeschi.
Nel dibattito su una possibile procedura di messa al bando dell’AfD, l’attuale primo ministro della Sassonia-Anhalt Sven Schulze (Cdu) ha espresso pareri cauti a pochi giorni dal voto nel Land della Germania orientale. A Welt Tv ha sottolineato: “Voglio sconfiggere l’AfD alle elezioni”.
Al momento, ha aggiunto, il dibattito non è di sua competenza. Recentemente, diversi politici, tra cui il primo ministro del Baden-Wuerttemberg Cem Oezdemir (Verdi) e il ministro della Difesa Boris Pistorius (Spd), si sono espressi a favore dell’avvio di una procedura di messa al bando dell’AfD concentrandosi in particolare sulle “sezioni regionali dell’AfD in Turingia, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Brandeburgo”, come hanno scritto Oezdemir e Pistorius in un articolo pubblicato sulla “Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung”.
Della questione Sassonia-Anhalt ha parlato anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz che ha avvertito che lo Stato orientale subirebbe “danni considerevoli” in caso di un governo di estrema destra. “Non riesco a immaginare che gli investitori internazionali vogliano venire a inaugurare una nuova fabbrica al fianco di un premier regionale dell’AfD“, ha dichiarato Merz in un’intervista all’emittente Ard, aggiungendo che “questa è una decisione che spetta agli elettori”. Attualmente, la Sassonia-Anhalt è governata dalla Cdu di Merz in coalizione con i socialdemocratici (Spd) e il partito liberale Fdp.