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Alexandria Ocasio-Cortez, il dietrofront della deputata della sinistra Usa: “Il woke è una follia, puntiamo sulle tematiche del lavoro”

Alexandria Ocasio-Cortez è una delle figure più in vista della sinistra presente all’interno del Partito Democratico americano. In questi giorni, la congressista newyorkese ha dovuto riconoscere che qualcosa, nella strategia della sinistra del partito, non ha funzionato. Interrogata il 9 agosto sulle posizioni più estreme sostenute al This Week sulla Abc, dal definanziamento della polizia alla volontà di cancellare il Thanksgiving perché considerato una celebrazione colonialista, ha liquidato quella stagione con una frase che è stata utilizzata anche da un consigliere comunale della Grande Mela: “Woke 1 was crazy”, ossia che il primo woke era una follia. Nello stesso tempo, la deputata di sinistra ha difeso la stagione in generale da una condanna senza appello: le discussioni che si aprirono allora, ha detto, furono comunque molto utili.

La Ocasio-Cortez è considerata l’erede politica di Bernie Sanders e viene indicata tra i possibili partecipanti alle primarie democratiche per la corsa alla Casa Bianca del 2028. Perché proprio in questo momento la Ocasio-Cortez ha voluto prendere le distanze dal linguaggio e dalle parole d’ordine lanciate da parte del partito nel 2020? C’è chi, come Donald Trump, ha parlato di un riposizionamento in vista proprio della corsa per la Casa Bianca. La ragione sembrerebbe però più legata alla crisi ideologica che sta attraversando la sinistra americana che, anche se a livello locale vince come è stato il caso di Zohran Kwame Mamdani a New York, a livello nazionale ha seri problemi elettorali. Non a caso, dopo la sconfitta democratica del 2024, Bernie Sanders accusò apertamente il partito di avere “abbandonato la classe lavoratrice”, aggiungendo che prima si erano allontanati i lavoratori bianchi e poi anche quelli latini e afroamericani che infatti hanno in larga parte votato per Donald Trump.

L’origine del woke

Il woke era nato da battaglie legittime contro le discriminazioni trasformandosi con il tempo in un sistema inamovibile fatto di vocaboli rigidi e di cancel culture. Allo stesso tempo era diventato quasi l’unico argomento di interesse per la sinistra che non si occupava più dei problemi salariali e del lavoro.

Ora i democratici stanno cambiando terreno puntando meno sull’identità e più sui salari, sulla sanità, sulla casa e sul costo della vita. Lo sta facendo da tempo lo stesso Sanders ed ora seguirà anche Ocasio-Cortez. La stessa politica la sta adottando anche Mamdani e i Democratic Socialists of America. Si punta ad una sinistra capace di mobilitare i giovani. Le parole d’ordine sono ancora radicali e puntano ad esempio all’abolizione dell’Ice, l’agenzia federale per l’immigrazione. Ma si punta anche, e tanto, alle tematiche legate al lavoro con i salari Usa sempre più schiacciati dall’inflazione, dal costo della benzina ed anche da spese legate ad affitto e sanità sempre più insostenibili.

Cosa ha detto Trump su Ocasio-Cortez

Donald Trump ha commentato questo ripensamento durante un’ intervista rilasciata a Fox News. Per il tycoon si tratta di una mossa per prendere le distanze dalle posizioni passate a favore di politiche troppo permissive nei confronti della criminalità, in una sorta di riposizionamento. “Stanno tutti cercando di rinnegare le loro dichiarazioni sulla criminalità e il loro ‘adoriamo le città santuario'”. Trump ha aggiunto di credere che le città santuario “cominceranno a scomparire”, definendole “un disastro”.

 

 

Published by
Lorenzo Briotti