La premier Giorgia Meloni in collegamento con Dritto e Rovescio
Il nuovo pacchetto sicurezza è passato ieri in Consiglio dei ministri. Ospite di Dritto e Rovescio su Rete 4, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è poi intervenuta su ordine pubblico, scontri di Torino, immigrazione, riforma della giustizia e caro-bollette, rivendicando la linea dura del governo e il sostegno alle forze dell’ordine.
“Ancora viva, grazie, lei?”. Giorgia Meloni ha esordito con una battuta rispondendo a Paolo Del Debbio che in apertura le ha chiesto come stesse. Poi è entrata subito nel merito della sicurezza: “Non penso che esista una strategia per impedire che il governo possa essere efficace sulla sicurezza e poi prendersela con il governo. Ma c’è un problema di mentalità sbagliata, serve un approccio più duro”.
La premier ha citato il caso di un uomo arrestato “qualche mese fa ad Acerra” grazie a un provvedimento sulla Terra dei Fuochi e tornato libero dopo poche ore: “Io sono abbastanza indignata per questa decisione che purtroppo non mi stupisce”.
“Penso” che ci sia “un doppiopesismo di certa parte della magistratura e penso che questo renda un po’ difficile essere efficaci nella difesa della sicurezza dei cittadini”.
Il decreto sicurezza approvato dal Cdm ha introdotto diverse novità: norme cosiddette “anti-maranza” con la stretta sui coltelli e multe a genitori ed esercenti, la stabilizzazione delle zone rosse con la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città, pene più severe per i borseggiatori con il furto per destrezza tornato procedibile d’ufficio. È stato previsto anche il divieto di partecipare a manifestazioni per i condannati per terrorismo, lesioni agli agenti e altri reati gravi, oltre a sanzioni fino a 20mila euro per i cortei non autorizzati o che deviano dal percorso. Non è stata inserita la cauzione auspicata dalla Lega, che Matteo Salvini ha annunciato di voler portare in Parlamento.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che il decreto dovrebbe arrivare in Gazzetta ufficiale nel giro di pochi giorni.
Sugli scontri di Torino durante la manifestazione per Askatasuna, Meloni ha detto: “Questa non è gente che vuole manifestare le proprie idee e non sono neanche ragazzini che vogliono fare un po’ di casino. Sono strutture organizzate per fare male”. E ha aggiunto: “Chiunque capisce che se tu prendi a calci qualcuno al volto o lo prendi a martellate lo puoi uccidere, e se ti porti un martello da casa lo hai pure premeditato”.
La premier ha elencato il materiale sequestrato: “Molotov, catapulte, jammer, dispositivi per inibire le comunicazioni, chiodi nelle bombe carta”, concludendo che “queste persone agiscono come nemiche dello Stato”.
Difendendo la norma sul cosiddetto scudo penale, Meloni ha chiarito: “Non è uno scudo penale. Scudo penale è quando qualsiasi cosa fai non ti succede niente, quello ce l’hanno i centri sociali oggi in Italia”.
La misura, ha spiegato, “consente di evitare un calvario a chi ha solo fatto il suo lavoro”. Sull’Ice ai Giochi di Milano-Cortina ha parlato di “polemica surreale”, precisando che si è trattato di “attività di scambio di informazioni e supporto investigativo tra Paesi alleati”.
Nel decreto sicurezza, ha ricordato, è stato introdotto anche “l’arresto differito per chi aggredisce i docenti”, oltre al fermo preventivo fino a 12 ore: “La norma serve esattamente a questo”.
Sul fronte immigrazione ha rivendicato l’abolizione dell’automatismo sul gratuito patrocinio: “Non esiste che un immigrato abbia addirittura più diritti di un italiano”.
Sul caro-energia, la premier ha annunciato che il decreto bollette è stato pronto: “Siamo pronti a presentarlo entro massimo due settimane in Consiglio dei ministri”. Un provvedimento, ha spiegato, “molto corposo, che deve aiutare le famiglie più vulnerabili ma anche lavorare strutturalmente per abbassare i costi delle bollette per famiglie e imprese”.
Infine, sulla riforma della giustizia, Meloni ha attaccato: “Quando la sinistra tira fuori il jolly del fascismo vuol dire che è disperata”, concludendo: “Gli italiani non devono votare per o contro la Meloni, ma per loro stessi. La Costituzione resta”.