Politica

Ballottaggi, tutti cantano vittoria ma il vero segnale arriva da Vigevano

Alla fine, come sempre, hanno vinto tutti. Lo scudetto non andrà solo alla prima in classifica, ma ad ogni coalizione che ha partecipato al voto. Ognuno dei protagonisti tira l’acqua al suo mulino e chi legge ha difficoltà a raccapezzarsi. È un ritornello che si ripete, ma a cui gli italiani non abboccano più perché hanno imparato a conoscere gli abitanti del Palazzo. Dunque, il risultato dei ballottaggi ha prodotto un pareggio: tre comuni sono andati alla destra – Macerata, Arezzo e Lecco – tre alla sinistra: Chieti, Trani e Agrigento. Però, questa è una verità che nasconde qualcosa: il voto di Vigevano, dove il candidato di Forza Italia, Paolo Previde Massara ha superato il 57 per cento delle preferenze.

Il caso Vigevano e la scommessa di Vannacci

Forse il partito di Antonio Tajani non è al governo e quindi non fa parte dell’attuale maggioranza? “Sì, è vero”, rispondono i perdenti, “ma il nuovo sindaco si è presentato da solo senza l’appoggio della Lega e dei Fratelli d’Italia”. È un escamotage per aggirare il problema. D’accordo, lasciamo che i politici si parlino addosso pur di dimostrare che le elezioni le hanno vinte loro. A Vigevano, a nostro avviso, c’è un particolare, forse l’unico, che dà alle amministrative un significato preciso, molto importante. In campagna elettorale, il generale Vannacci (e il suo Futuro Nazionale) si era presentato ai votanti con una proposta inattesa, ma comunque tale da essere presa in considerazione. Aveva invitato il pubblico che lo ascoltava a disertare le urne, insomma a non andare al seggio. Forte di un sondaggio che da quelle parti lo dava al 14 per cento, voleva dare un colpo mortale alla destra e alla sinistra, dicendo loro che alle politiche del 2027 tutti avrebbero dovuto fare i conti con la sua forza.

Ebbene, l’alto ufficiale è stato smentito dai fatti se è vero, come è vero, che Vigevano è stata la grande sorpresa di questa consultazione.

Lo sguardo alle prossime sfide politiche

Al di là dei voti che non si dovrebbero discutere e delle proprie convinzioni, il giorno dopo, tutti cantano vittoria, come abbiamo scritto. Giorgia Meloni è certa, tanto che Il Secolo, il giornale del partito, mostra in prima pagina un titolo che non ammette discussioni. “Non c’è campo”. Dal canto suo, Elly Schlein non è da meno e ironicamente commenta: “La premier ha problemi con la calcolatrice”.

Da che parte sia la verità lo potrà dire solo il futuro, perchè in questo anno che manca alle elezioni maggioranza e opposizione dovranno convincere gli assenteisti e gli indecisi. Saranno loro, quasi sicuramente, a far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Per evitare il pareggio che mette in imbarazzo tutti. Ecco perchè Pino Picierno se n’è andata, non crede più al PD che aveva fondato. Per questo motivo, si è schierata con un movimento politico europeo, il PDE, “riformista e liberal democratico, fuori dal bilateralismo radicalizzato” Avrà fortuna? In politica mai dire mai!

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Bruno Tucci