(Foto Ansa)
Eccolo il primo difficile scoglio che il governo Meloni deve affrontare in questo afoso settembre: una nuova legge elettorale con cui si dovrebbe andare a votare alle politiche del 2027. “Hanno una terribile paura di perdere”, tuona Elly Schlein. “Sentono la terra franare sotto i piedi e cercano in tutti i modi di cambiare le carte in tavola”.
La premier non si fa travolgere dall’angoscia, risponde a tono perchè si vuole evitare lo spauracchio di quel pareggio che renderebbe complicata la situazione più di quel che è già adesso. Perplessità, difficoltà di trovare una via d’uscita per non cadere nella rete dei governi balneari. Oltre ai soliti inciuci che darebbero un vantaggio inaudito alle segreterie dei partiti, mettendo fuori gioco il potere del popolo che, secondo la Costituzione, è sovrano. Parole al vento, raccomandazioni che entrano da un orecchio ed escono dall’altro.
La posta è troppo importante: la nostalgia per il passato bisogna dimenticarla e pensare al presente che ha una realtà diversa. Ragione per cui la battaglia (già cominciata) avrà forse una fine se i risultati saranno chiari e non si potranno inventare strategie per rivoluzionare quel che hanno deciso gli elettori. Non sarà semplice trovare quell’escamotage in grado di andare a dama senza scossoni.
È quel che è avvenuto già, perchè si è dovuto abbandonare il ritorno alle preferenze suggerito in qualche modo dalla maggioranza. “Era solo una finzione per un chiaro vantaggio che avrebbe aiutato la destra”, ritiene chi è contro.L’opposizione non ha avuto dubbi e con l’aiuto di qualche “traditore”, si è tornati punto e da capo.
La novità di queste ore è che due partiti della maggioranza (quelli della Meloni e di Taiani) ne hanno studiato un’ altra di mossa soprattutto per mettere a tacere quei cespugli che con poche preferenze potrebbero fare il bello e il cattivo tempo. Chi è nell’occhio del ciclone è il generale Vannacci che con il quasi otto per cento delle preferenze fa paura ad entrambe gli schieramenti.
La Meloni teme che se rifiuta l’accordo col Futuro Nazionale, potrebbe andare sotto e dare un addio a Palazzo Chigi. Elly Schlein è ugualmente in ambascia perchè se dovesse chiedere un “favore” a Vannacci la pagherebbe cara, perchè il compenso sarebbe forse troppo alto. Comunque sia, è il governo che paventa di più il successo (momentaneo?) del generale.
Per questo legge le carte, va alla ricerca di rimedi che possano aiutare la maggioranza ad uscire dall’angolo.
Forza Italia e Fratelli d’Italia, sia pure con qualche diversificazione, sarebbero propensi ad un ballottaggio come avviene quando si vota per il sindaco. I primi due partiti che hanno avuto più voti si contenderanno la maggioranza e quindi il premio del 42 per cento che andrà a chi ha avuto anche una sola preferenza rispetto all’avversaria.
In tal modo (sono convinti) che Vannacci non avrebbe più nessuna chance perchè non potrà partecipare mai ad uno spareggio. Per quanto in ascesa non avrà nessuna possibilità di raggiungere le due coalizioni favorite. Oltre alla sinistra che metterà a ferro e fuoco Palazzo Madama e Montecitorio, ci sono pure le perplessità di Matteo Salvini che non sarebbe d’accordo con gli alleati. Dovremo quindi aspettarci un inizio e forse una fine di un settembre pieno di sgambetti e di altre diavolerie che lasceranno perplessa una parte di quella gente che dovrebbe scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.
“Mentre loro litigano”, sostiene un deputato del gruppo misto che non vuole apparire, gli italiani fanno i conti con la realtà: il carrello della spesa è già aumentato del 30 per cento, l’energia di oltre il 60. Chi vorrà andare a votare se il futuro sarà assai peggio del presente? Il caso Ranucci continua a primeggiare nell’informazione.I giornali sono pieni di Sigfrido che non vuole arretrare nemmeno di un passo. Quel posto a Report è suo e non glielo toglierà nessuno. A meno che non si spalanchino per lui le porte dei Palazzi perchè non si può rifiutare una poltrona così prestigiosa. E’ questa la tanto agognata libertà di stampa?