Beatrix von Storch, la dirigente AfD spiega che il suo partito vuole espellere due milioni di persone: "Poi vedremo come fare" (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Beatrix von Storch è una delle leader nazionali di AfD, il partito di estrema destra che ha vinto le elezioni nel piccolo Land tedesco della Sassonia-Anhalt. L’avvocata è stata intervista da Repubblica e Corriere della Sera ed ha dichiarato che il suo partito vuole espellere “tutti coloro che hanno un obbligo esecutivo di lasciare il Paese. Sono circa 250.000, probabilmente ormai anche di più”. E non è finita qui: AfD vuole espellere anche “circa un milione e mezzo di siriani e afghani che hanno ancora un permesso di soggiorno”. Quei permessi, secondo il progetto del partito, “devono essere riesaminati” per verificare se nei Paesi di origine esistano ancora le condizioni che ne avevano giustificato il rilascio. Il tutto avverrà attraverso una procedura conforme allo Stato di diritto. Ma alla domanda sul come attuare queste politiche, la responsabile di AfD ha replicato così: “Come poi concretamente tutto questo verrà attuato è un’altra questione”.
Beatrix von Storch appartiene all’ala più radicale del partito. Nelle interviste spiega che il suo partito ha vinto in Sassonia perché “la gente vuole una politica diversa. Tre quarti dei cittadini sono insoddisfatti del governo Merz e della coalizione Cdu-Spd, compresi coloro che hanno votato per la Cdu”.
Uno degli obiettivi chiave di tutta la politica del partito vicino ad idee neonaziste viene sintetizzato dalla stessa Von Storch e riguarda ancora le espulsioni: “Noi vogliamo alleggerire questo Paese di centinaia di migliaia di persone che non dovrebbero trovarsi qui”. La dirigente ha collegato la presenza di troppi migranti a “problemi molto gravi nel campo della criminalità” ed anche alla pressione sui “sistemi di previdenza sociale”, sulle infrastrutture e sulle scuole.
In Germania l’esecuzione delle espulsioni è competenza dei Länder. Per la von Storch bisognerà quindi verificare se le amministrazioni regionali dispongano di personale sufficiente. Ma “non sarà questo a far fallire il progetto”.
La politica aggiunge ancora che il suo partito vuole anche revocare i contributi statali alle chiese: “Vogliamo che le Chiese servano la fede e non la politica. La sera delle elezioni, il vescovo regionale della Sassonia-Anhalt ha detto di essere dispiaciuto del risultato elettorale. Un intervento politico del genere, da parte di un vescovo, è uno scandalo”.
Secondo von Storch, se Siegmund diventa primo ministro in Sassonia “può espellere sistematicamente coloro che hanno il foglio di via ma continuano a vivere nel land. Può fare in modo che i richiedenti asilo ricevano una carta prepagata invece dei contanti e non possano più inviare denaro a casa. Può lanciare segnali chiari che non accetteremo più l’immigrazione nei sistemi di assistenza sociale e ridurre massicciamente gli incentivi a venire in Germania”.
Secondo von Storch, tra il milione e mezzo di siriani e afghani che verranno remigrati, ci sono “tutti coloro ai quali il nostro Stato di diritto avrà revocato il permesso di soggiorno. E se non avviene volontariamente o addirittura venisse opposta resistenza, allora lo Stato deve farlo rispettare. È così”. E per farlo, il partito non esclude il ricorso a delle milizie formate da cittadini che ricalchi lo schema usato negli Usa dall’Ice di Donald Trump.
Al partito manca attualmente la maggioranza per governare. Per questa ragione si sta ragionando se prendere i voti dei rossobruni di Bsw. Von Storch, a tal proposito, spiega: “Di questo si stanno occupando in Sassonia-Anhalt: parliamo con tutti. Il BSW è una possibilità, la Cdu è una possibilità, ma non hanno escluso colloqui con nessuno. Non posso dirle esattamente chi stia parlando con chi, ma posso dirle che i colloqui sono in corso”.
La dirigente, nelle interviste respinge con durezza l’ipotesi di una messa al bando dell’AfD. Sarebbe “mettere al bando l’opposizione per salvare la democrazia”. La politica definisce una simile eventualità “una mostruosità”, sostenendo che ciò rappresenterebbe “la fine della democrazia in Germania”.
Beatrix von Storch è tra i vicepresidenti del partito nazionalista, è membro del Bundestag dal 2017 ed appartiene all’ala più radicale. Nel giugno del 2019 lanciò la candidatura di Matteo Salvini a premio Nobel per la Pace per aver “difeso l’Europa”. Nell’intervista dice di guardare con interesse a Giorgia Meloni che a suo giudizio è stata a sua volta “demonizzata e dipinta come una minaccia fascista, autoritaria, per l’intera Europa”. Oggi “fa una politica del tutto ragionevole” e guida “un governo più stabile di quello tedesco”. Quanto a Roberto Vannacci dichiara che il suo partito “segue la cosa con grande interesse”.
Delle idee molto radicali di Alternative fur Deutschland ha parlato sempre a Repubblica anche Giovanni Di Lorenzo, il direttore del settimanale Die Zeit. Per Di Lorenzo si tratta di idee irrealizzabili. Se l’estrema destra tedesca arrivasse a governare “si svelerebbe il loro bluff”, aggiunge il direttore che dice ancora: “AfD ha promesso tante cose, ma nessuna o quasi è realizzabile. Il Land ha un bilancio di 15 miliardi di euro, di cui 3 vengono dagli altri Land e dal governo, e ha un debito di 1 miliardo. Non ha alcun margine di manovra. Se AfD andasse al governo regionale avrebbe gli stessi limiti dei partiti che lo governano oggi. Io penso che in realtà non lo voglia perché questo smaschererebbe il bluff e l’incanto finirebbe subito”.