Board per Gaza, la Meloni frena: "Problema costituzionale, lo statuto è incompatibile con l’articolo 11" (foto ANSA) - Blitz quotidiano
La decisione del governo italiano di congelare l’adesione al Board of Peace per Gaza nasce anzitutto da una questione di natura costituzionale. Come spiegato da Giorgia Meloni, esiste un problema di “incompatibilità costituzionale” che “non consente di firmare subito, ci serve più tempo”. Una valutazione che ha portato la premier a fermare temporaneamente il percorso di ingresso nell’organismo promosso da Donald Trump, in attesa di approfondimenti più puntuali.
La Meloni ha ribadito che la posizione italiana resta “di apertura”, sottolineando che “non è una scelta intelligente, da parte dell’Italia e dell’Europa, autoescludersi in un organismo che comunque è interessante”. Tuttavia, resta centrale il tema della compatibilità tra lo statuto del Board e l’articolo 11 della Costituzione, che consente la cessione di sovranità solo “in condizioni di parità tra gli Stati”. Una condizione che, secondo Palazzo Chigi, al momento non sarebbe garantita.
Intervenendo a Porta a Porta, la leader di Fratelli d’Italia ha chiarito che “c’è un problema di compatibilità” e ha risposto anche ai dubbi sollevati da Enrico Mentana, che ha evocato il rischio di una “Onu privata”. La presidente ha replicato con fermezza: “Nessun organismo può sostituirsi alle Nazioni Unite”, ricordando che il Board of Peace nasce comunque “nell’ambito di una risoluzione Onu”. Ma ha aggiunto che “sono altri i profili che sono per noi problematici”.
Accanto agli aspetti giuridici, emerge con forza una “questione politica” legata alla composizione del Board. In particolare, pesa la presenza di Vladimir Putin e di altri leader considerati distanti dalle posizioni italiane. Meloni ha osservato che “in qualsiasi organismo multilaterale ci si siede al tavolo con persone distanti da noi”, come avviene all’Onu o al G20, ma all’interno dell’esecutivo cresce il timore che questo passaggio possa risultare incoerente con la linea tenuta dall’Italia sull’Ucraina negli ultimi quattro anni.
La frenata del governo è maturata dopo una giornata di confronti serrati, condivisa dalle diverse anime della maggioranza, nonostante la posizione del vicesegretario leghista Roberto Vannacci, che ha ammonito: “Se non sei al tavolo sei nel menù!”. Dall’opposizione, invece, è arrivato un invito netto a rifiutare l’adesione.
In questo quadro, sono stati confermati contatti tra Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Fonti parlamentari parlano di “massima consonanza” sul tema del Board of Peace. Intanto, non si esclude l’ipotesi di una partecipazione italiana con un profilo più basso, mentre restano cruciali gli approfondimenti in sede di Consiglio Ue.
Sul piano internazionale, la premier individua un problema più ampio nei rapporti tra Europa e Stati Uniti. Secondo Meloni, “una parte dei problemi” è “soprattutto dato forse da un’assenza di comunicazione che bisogna ripristinare”. In questo contesto ha accolto “con favore” la sospensione dei dazi verso alcuni Paesi europei, ribadendo che “È fondamentale continuare a favorire il dialogo tra nazioni alleate”.
Meloni ha seguito con attenzione l’intervento di Trump a Davos e ha commentato: “Non mi ha stupito” l’esclusione dell’opzione militare sulla Groenlandia, aggiungendo però che “bisogna cercare delle soluzioni”. La sicurezza americana, ha spiegato, “è reale” ma “va trattato nell’ambito della Nato”.
Riferendosi alle tensioni commerciali, la premier ha raccontato un passaggio diretto con Trump: “A Trump ho detto: ‘Guarda che credo che non si sia capito. E credo che sia un errore la previsione o la minaccia di aggiungere dazi a quelle nazioni che avevano fatto questa scelta’”. Un chiarimento necessario, perché “non conviene a nessuno una divaricazione tra Europa e Stati Uniti, certamente non conviene all’Italia”.
In un contesto internazionale in cui “le certezze svaniscono”, Meloni ha chiuso con una nota ironica, ammettendo che “sapersi districare non è cosa facile per una ragazza della Garbatella”.