Il leader di Azione Carlo Calenda (Foto Ansa)
“Qualsiasi sarà la legge elettorale stiamo lavorando per costruire un terzo polo con l’obiettivo di essere determinanti nella prossima legislatura con un’agenda europeista e riformatrice che abbia come primo punto costruire l’Europa federale”. A dirlo, in un’intervista al Corriere della Sera, è il leader di Azione, Carlo Calenda.
“Serve un’Europa unita e armata, senza veti in Consiglio europeo con un piano energetico e industriale che metta da parte le follie green che ci espongono all’invasione commerciale cinese”, aggiunge. Inoltre, “siamo nella situazione più pericolosa dal 1945, mentre destra e sinistra parlano d’altro”. Per Calenda, “la continua ricerca di populisti sempre più estremi ci porta nel baratro. E se questa legge elettorale passerà ce li troveremo tutti nelle due coalizioni. Vannacci poi è un problema di sicurezza nazionale. Il suo filo-putinismo, il sostegno che trova in rete da schiere di bot, le sue posizioni — oltre che inaccettabili, come quella sul femminicidio — sono incompatibili con Forza Italia e la Costituzione, metteranno in grande difficoltà la destra”.
Il leader di Azione spera che quest’ultima escluderà un accordo, “ma – precisa – non ci credo, se la sfida con la nuova legge sarà prendere un voto in più butteranno dentro di tutto”. Quanto al campo largo: “Danno spazio a manovre a dir poco spregiudicate come quella di Renzi che vorrebbe far crescere Vannacci per far perdere la destra. Rischiamo di romperci l’osso del collo e fanno manovrine da quattro soldi”.
E a una domanda su quanto potrebbero ottenere da soli, Calenda fa sapere: “Molto più di quanto abbiamo preso con il terzo polo. Più le coalizioni diventano estremiste più c’è domanda di una politica di centro pragmatica e rassicurante”.