Campo largo, Schlein e Conte cercano l'intesa: Renzi divide la sinistra, Meloni guarda alle elezioni (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Ora sarà davvero un giallo raccontare quello che succederà da oggi in poi fino alle elezioni primaverili o autunnali. Il mondo politico affila le armi, i colpi bassi diventeranno una normalità, potrebbe accadere di tutto e nessuno tra i Palazzi potrebbe sbigottirsi. Avverrà come nei feuilleton dell’ottocento francese quando il racconto di un fatto si interrompeva sul più bello e si rimandava il tutto alla puntata successiva perchè il lettore fosse sempre attratto dalla vicenda. Siamo a questo punto? Forse no, ma il futuro è pieno di incognite e nessuno lo può prevedere. Le due forze politiche che si fronteggiano hanno davanti a loro uno scenario che potrebbe ribaltarsi in poco meno di ventiquattro ore. Parliamo della destra e della sinistra, cioè della maggioranza e dell’opposizione che tentano in tutti i modi di guardare avanti con il pericolo di schiantarsi contro un muro.
Vediamo: in via del Nazareno, la sede del Pd si esulta perchè il cosiddetto campo largo sembra aver trovato il bandolo della matassa. Per il momento, ha già perso ufficialmente due cespugli: l’Italia Viva di Matteo Renzi e Più Europa di Riccardo Magi. Nelle foto ufficiali, quelle da far pubblicare sui giornali, gli esponenti sono soltanto quattro. Oltre a Elly Schlein, appaiono Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il quale è entusiasta dell’accordo raggiunto dai compagni e grida senza scomporsi: “Vi voglio bene”.
C’è da gioire? Da fregarsi le mani perchè finalmente Giorgia Meloni alle politiche sarà sconfitta e dovrà lasciare Palazzo Chigi? Non tutti sono così ottimisti perchè quasi subito, magari nel corso dei primi colloqui, sono apparse le contraddizioni che dividono i quattro personaggi che dovrebbero mettere con le spalle al muro la premier.
Tra il leader dei 5Stelle e la segretaria del Pd esiste davvero un piano unico in grado di ribaltare la situazione? Entrambi aspirano ad una poltrona, quella di Palazzo Chigi su cui Conte si è già seduto due volte. Anche per il futuro sarà così? Interrogativo complicato che trova subito ostacoli di non poco conto. Il primo nodo da sciogliere è quello di Matteo Renzi: Farà parte della compagnia oppure dovrà mettersi da parte malgrado negli ultimi tre anni abbia cercato in tutte le maniere di ingraziarsi la Schlein? Possibile che oggi lo tenga fuori? Via del Nazareno ha dei dubbi, ma per vincere bisogna ingoiare qualche rospo.
Ai compagni di cordata il numero uno dei pentastellati (che dimostra di essere il più furbo della comitiva) non dice no, vuole che il Pd offra per Renzi le garanzie necessarie. Astio? Forse, ma più che altro vendetta, un brutto sostantivo che non si può dimenticare. Se Conte dovette lasciare il secondo trono fu proprio per colpa di Renzi che provocò la crisi favorendo l’ingresso a Palazzo Chigi di Mario Draghi. Ecco perchè vuole le garanzie del caso. Gliele può dare la Schlein che potrebbe fingere di occuparsene, ma alla fine dovrebbe rispondere: “E’ impossibile?”. Gettando via il leader di Italia Viva che finirebbe relegato in un angolo con pochissime possibilità di riemergere.
Fossero solo questi i problemi del campo largo si dovrebbe essere felici. E’ sulla politica estera che nascono le contraddizioni più difficili. Il Pd è a favore (o quasi) di continuare a fornire aiuti all’Ucraina, Conte non ne vuol sapere perchè questi miliardi servono al Paese per risolvere i problemi che la destra non ha risolto. Che cosa si è concordato? Nulla: si è rimandato il caso a novembre quando il campo largo dovrebbe tornare a riunirsi. “Troveremo il modo di far quadrare il cerchio”, sostiene la Schlein che continua a sostenere questa alleanza, la sola in grado di battere la destra. Anche perchè mancando i voti di Italia Viva,la sinistra potrebbe dimenticare il sogno di vittoria.
Gli attriti non mancano nel maggior partito dell’opposizione, perchè i riformisti sono rimasti delusi dal comportamento degli amici-nemici. Non sono stati nemmeno ascoltati, lasciati in un angolo senza il minimo ritegno. Pure per loro suonerà la parola vendetta?
Dobbiamo aspettare perchè nemmeno a destra si respira un’aria tranquilla, nonostante arrivino notizie confortevoli dal movimento del generale Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale perde nei sondaggi, è tornato al cinque per cento delle preferenze, non può alzare la voce e quindi la posta. Sperava che la Meloni lo chiamasse di modo che a dare le carte sarebbe stato lui. Adesso, la situazione è cambiata e la premier ha potuto rispondere con un “no netto” alle domande dei giornalisti che le chiedevano notizie a proposito.
“Sarà un Natale che riempirà le piazze?” Questo è l’interrogativo che preoccupa non poco gli italiani stanchi della violenza. I fatti di Milano non sono stati dimenticati e vedere Youssef sfilare in corteo accanto ad alcuni alti esponenti di Avs ha fatto raddrizzare le orecchie a quanti non hanno gradito la scarcerazione del marocchino di seconda generazione.
Le marce sono state diverse, alcune pure pacifiche per fortuna, ma qualcuno ha fatto i calcoli: abbiamo pagato (noi contribuenti) un miliardo per i danni degli attivisti. Dunque, basta agli “scioperifici” che non hanno un obbiettivo.
Se a qualcuno di voi capiterà di leggere o rileggere Socrate, non sfuggirà quella lezione in cui il grande pensatore di un tempo dava a chi lo seguiva: “La vecchiaia non è un male”, ripeteva. Forse perchè è morto quando era ancora lontano dagli anni dell’inesorabile declino.