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Carceri bollenti, emergenza sovraffollamento, scia di decessi. L’associazione Antigone lancia un grido di allarme

Carceri bollenti. Il caldo estremo di questi giorni sta trasformando l’estate nei penitenziari italiani in un inferno. Le alte temperature nelle celle roventi stanno aumentando le difficoltà che i detenuti comunque vivono ogni giorno. Alla cronica emergenza dovuta al sovraffollamento si sono aggiunti altri disagi: dalla impossibilità di tenere al fresco una bottiglia d’acqua, al tema della salute mentale in quanto le ondate di calore portano ai ricoveri urgenti, come si legge nella ricerca pubblicata da “Nature Health” con cui gli scienziati di 18 Paesi hanno lanciato l’allarme. Persino l’ora d’aria, quando viene concessa nelle ore più calde, è diventata un problema serio.

Una scia di decessi nelle carceri italiane

Tutti gli anni, d’estate si registra una impennata di decessi legati ai motivi citati. L’ultimo morto in ordine di tempo è di giovedì 6 agosto: vittima un 32enne nigeriano ucciso con un colpo alla testa nella cella di 15 metri quadri che divideva con altri tre detenuti. Episodio accaduto nel carcere di Prato nel corso di una rissa tutta da decifrare. Ma la Dogaia di Prato non è l’unica galera in cui si registra “un elevatissimo tasso di illegalità”, come aveva detto il 2 agosto scorso il procuratore capo Luca Tescaroli. Altri episodi analoghi si sono verificati a Viterbo durante una rivolta (26 luglio), in Sardegna (30 luglio), in Campania nel carcere di Secondigliano. Ovunque è seguita la processione di deputati e senatori con puntuale annuncio di “una indagine conoscitiva del Parlamento” e strascico di polemiche. Morale: è tutto fermo. Nessuna inchiesta, solo parole al vento.

La denuncia del rapporto Antigone

È dagli anni ‘90 che l’Associazione no-profit Antigone si occupa dei diritti e delle garanzie nel sistema penale visitando le carceri per verificarne le condizioni materiali. Ogni anno Antigone realizza anche un report dettagliato sulla situazione delle carceri in Italia organizzando nel contempo studi, convegni e campagne di sensibilizzazione culturali e politiche sulla legalità, la giustizia e la funzione rieducativa della pena.

Il rapporto di metà anno 2026, uscito in questi giorni, è preoccupante. Alcuni numeri: il tasso di affollamento reale è salito al 139,7%, i detenuti attualmente sono 64.741 su 46.343 posti effettivamente disponibili. Ben 6 carceri hanno più del doppio dei posti disponibili: Lucca, Milano San Vittore, Latina, Foggia, Lodi, Brescia. In 5 regioni il tasso di affluenza è di oltre il 150%: Lombardia, Molise, Puglia, Basilicata e Friuli-Venezia Giulia. Crescono gli atti di autolesionismo e il 46% dei detenuti assume sedativi o ipnotici. La situazione è oltre i limiti: se questa non è emergenza, cos’è?

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Enrico Pirondini