Politica

Caro affitti in Spagna, anche l’ex sindaca di Barcellona costretta a lasciare la sua casa dopo 15 anni

Anche l’ex sindaca di Barcellona e fondatrice di Barcelona en Comù, Ada Colau, è rimasta “vittima” del caro-affitti in Spagna. La politica è stata costretta a lasciare l’appartamento in cui viveva da 15 anni perché non riusciva più a sostenere l’affitto, dopo la separazione dal compagno e padre dei suoi due figli. A rivelarlo è stata la stessa Colau in un’intervista rilasciata all’emittente pubblica Rtve in Catalogna nei giorni scorsi.

“Ho dovuto lasciarla e sono dovuta andare a condividere un appartamento con un familiare”, ha spiegato Colau. “Il mercato pensa sempre alla massima capacità di pagamento e dà per scontato che ci saranno due persone entrambe con uno stipendio in una casa. Ma, quando ti separi, se ci sono figli, non ce la fai più” a pagare l’affitto, ha aggiunto Colau, sottolineando che il problema colpisce “soprattutto le donne”. “Facevo fatica ad arrivare a fine mese e quindi ho dovuto lasciare” l’appartamento, ha confessato l’ex sindaca, che ha stimato in 200mila euro l’ammontare dell’affitto pagato in 15 anni al proprietario della casa dove viveva con i suoi familiari.

Il “decreto Mariacarmen” contro l’emergenza abitativa in Spagna

La vicenda di Colau è una delle innumerevoli storie emerse nel dibattito sull’emergenza abitativa in Spagna, divenuto incandescente a seguito della vicenda dello sfratto a Madrid dell’87enne Maricarmen dalla casa in cui aveva vissuto per 70 anni. Sull’onda delle mobilitazioni sociali nate dall’episodio, l’anziana è stata reintegrata dalla società proprietaria dell’appartamento con il governo che ha varato due decreti per far fronte alla crisi abitativa, uno dei quali ribattezzato proprio “decreto Mariacarmen”. Ora in Spagna, grazie ai decreti appovati, i vulnerabili non potranno essere sfrattati fino al 2030.

 

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Lorenzo Briotti