Politica

Caso Roggero, la difesa politica del gioielliere condannato scatena lo scontro sulla legittima difesa

La gara da colpo di calore estivo ad adottare e arruolare il gioielliere pluriassassino Mario Roggero, per conquistare in vista delle elezioni del prossimo anno le simpatie del populismo più becero e pericoloso,  registra iniziative anche grottesche. Con figuracce barbine degli arruolatori. Quella più ridicola è del generale in pensione ed eurodeputato in carica Roberto Vannacci, cultore dell’ordine militaresco.

Lui ha dichiarato a petto in fuori e più virilmente del solito, forse perché era presente la gentile consorte, che per legittima difesa “se mi entri in casa smetti di vivere”. Stando alle sue (avventate) parole, hanno quindi fatto male il fidanzato della figlia di Roggero e i suoi genitori a non avergli fatto “smettere di vivere”  quando nel 2005 si è presentato a casa loro e li ha minacciati armi in pugno per qualche schiaffo dato a sua figlia dal promesso sposo un po’ manesco. Vero è che prudentemente non lo hanno fatto entrare nella parte coperta dell’abitazione e che dopo le minacce gli hanno chiuso il cancello in faccia, ma quando gli hanno aperto dal citofono Roggero è comunque entrato nella loro proprietà privata. E ci è entrato a mano armata, pistola spianata. 

Quindi secondo la virile logica d’assalto del generale in pensione Vannacci il gioielliere a mano armata avrebbe dovuto “cessare di vivere”. Avrebbe cioè dovuto essere ucciso. Invece ha continuato a vivere e ha invece fatto cessare di vivere due uomini e ci ha tentato anche con il terzo dei tre ladri che armati di pistola giocattolo e coltello vero gli avevano derubato il contenuto della cassaforte ed erano scappati. Due assassinii e un tentativo di assassinio che non ci sarebbero stati se il fidanzato e i suoi genitori lo avessero fatto “cessare di vivere” quando li ha minacciati spianando la pistola nella loro abitazione.

Anche Vannacci ritiene che Roggero fosse esasperato dalle “numerose rapine e tentativi di rapine” delle quali hanno (stra)parlato vari mass media, ma stando a quanto dichiarato dai magistrati di rapina ne ha subita solo una, quella alla quale ha reagito inseguendo in strada i tre fuggitivi per ucciderne due.  Per trovare un’altra rapina bisogna passare molto tempo su Google e se si è fortunati di trova la rapina del 22 maggio 2015, nel corso della quale subì un pestaggio che gli fratturò il setto nasale.

Per non essere da meno Giorgia Meloni, anche lei in fulmineo soccorso del pluriomicida, ha dichiarato  che “è necessario valutare stress, paura e trauma vissuti durante l’aggressione”. Se prima di dare aria alla bocca per gettarsi a capofitto nella difesa di Roggero si fosse informata, la nostra premier avrebbe scoperto che quelle valutazioni sono state fatte fare ai periti e sono state fatte dai magistrati di ben tre gradi di giudizio. E se avesse guardato il video nel quale il pluriomicida due anni dopo la sua impresa se ne vanta e urlando come un ossesso aggiunge con orgoglio che la rifarebbe, Giorgia Meloni si sarebbe risparmiata un figuraccia. Che tra l’altro rivela la sua totale mancanza di cultura istituzionale.

Non parliamo poi del vice premier Matteo Salvini, passato a sorpresa dall’agitare in piazza rosari e vangeli all’accorrere al volo in soccorso del gioielliere pluriomicida andando a trovarlo più volte subito in carcere. La cosa grottesca è la fulmineità con la quale è passato dall’articolo 52 del codice penale della legge n. 36 del 2019 voluta da lui alla sua proposta attuale di legittimare lo sparare e uccidere quasi sempre e comunque. Quell’articolo prevedeva e prevede che:

  • 1) non puoi uccidere il criminale che scappa;
  • 2) la difesa dev’essere proporzionale all’offesa;
  • 3) puoi sparare al criminale solo se non ci sono alternative;
  • 4) non creare un nuovo pericolo inseguendo il criminale.

Folgorato sulla via di Damasco-Roggero, Salvini in meno di mezza giornata ha ribaltato se stesso. C’è chi su Tik Tok lo ha fatto rilevare.

Giorgia Meloni, che nel 2019 alla manifestazione del centro destra Orgoglio Italiano  ha gridato “io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana”, ha voluto fare sfoggio di cultura in campo psicologico dichiarando: “Se si subisce un’aggressione il nostro cervello e il nostro fisico entrano in modalità “combattimento”, esiste un’ampia letteratura a riguardo che spiega come l’adrenalina modifica tutti i sensi, il corpo, la percezione. Accade perfino a professionisti che nella vita si occupano di sicurezza, figuriamoci a un comune cittadino”.

Con questa dichiarazione la nostra premier non si rende conto che così autorizza e assolve preventivamente tutte le reazioni violente dei manifestanti che, sottoposti alle cariche di polizia, ai lanci di lacrimogeni e alle manganellate di poliziotti e carabinieri, di conseguenza “entrano in modalità combattimento” . Non solo: con la sua dichiarazione Meloni autorizza e assolve preventivamente anche gli stupri e perfino i delitti passionali: non è raro che un uomo sottoposto a un rifiuto o all’emozione della vicinanza di una bella donna subisca un assalto ormonale o adrenalinico che gli fa perdere la testa. E la nostra premier assolve preventivamente anche le donne che sottoposte a tentativi di stupro ovviamente “entrano in modalità combattimento” e possono quindi ammazzare l’assalitore. Bene quindi che abbiano sempre con sé una pistola: carica.

Meloni col “combattimento” pare sia fissata. A un recente convegno del G7 indossava una cravatta e al cancelliere tedesco Friedrich Merz che l’ha notata ha risposto così: “Puoi considerarmi una combattente”.

Tutta questa bella gente di soccorritori di Roggero, compreso chi ci governa, dovrebbe piuttosto chiedersi come mai il gioielliere assassino abbia potuto godere del molto strano privilegio di non essere arrestato subito dopo gli omicidi e di non avere dovuto restare in carcere in attesa dei processi e durante i loro svolgimenti. Un trattamento di favore che si può spiegare solo col fatto che era un gioielliere, cioè un benestante, anziché un povero cittadino qualunque.

L’ipocrisia e l’uso chiaramente strumentate della corsa in difesa di Roggero accampando anche la sua età – 72 anni – risulta in tutto il suo gelido e orrendo splendore se si considera il totale disinteresse di tutta questa bella gente verso la condizione carceraria italiana. Condizione che NON essendo rieducativa, ma solo punitiva e afflittiva, di fatto è incostituzionale. Non a caso l’Italia ha – triste vergogna assoluta – il record europeo di suicidi in carcere. Suicidi che, si noti bene, avvengono mentre la qualità e la sicurezza della vita dei detenuti è nella esclusiva responsabilità dello Stato.

Per non parlare del silenzio, supporto e complicità di fatto con Israele e le sue migliaia di detenzioni abusive anche di bambini e anziani, con ricco contorno di torture e stupri.

Il risultato di questa greve pagliacciata estiva è che la nostra capa del governo Giorgia Meloni e il nostro vice capo del governo Matteo Salvini, più altri ministri e parlamentari a partire da Vannacci,  per delegittimare l’attuale presidente della repubblica e tentare di prenderne il posto l’anno prossimo usano un pluriomicida. Per giunta orgoglioso di esserlo e pronto a uccidere ancora.

Siamo cioè precipitati a livelli miserabili, se non postribolari. Roba che neanche nelle repubbliche delle banane….

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Pino Nicotri