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Che cos’è il “solipsismo” di cui secondo lo psichiatra Mencacci soffrirebbe Donald Trump

Al ventottesimo Congresso della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf), il co-presidente Claudio Mencacci ha fornito una chiave di lettura clinica per comprendere alcuni comportamenti di Donald Trump e di altri leader politici che oggi preoccupano l’opinione pubblica internazionale.

Non si tratta tuttavia di una diagnosi psichiatrica: Mencacci ha infatti spiegato che in psichiatria “non si può attribuire una diagnosi a una persona che non è stata valutata direttamente”. Tuttavia, ha aggiunto lo psichiatra, “è legittimo discutere di modelli comportamentali quando questi sono già oggetto di un ampio dibattito scientifico internazionale”.

Trump, secondo lo specialista soffrirebbe di “solipsismo”, un concetto poco noto al grande pubblico ma molto discusso in ambito specialistico. Il concetto emerge accanto all’ipotesi di un disturbo narcisistico di personalità: “Il solipsista è una persona che diventa l’unico punto di riferimento di sé stessa. A differenza del narcisista, non tenta neppure di sedurre o compiacere gli altri. Semplicemente non riesce a riconoscerne l’esistenza come soggetti autonomi. Il mondo esterno smette di avere consistenza”.

Il modello comportamentale – non patologico, quindi – del solipsismo aiuta a interpretare tratti come l’incapacità di conformarsi alle regole, il disprezzo delle norme sociali, la tendenza alla menzogna, l’irritabilità, la mancanza di empatia e di rimorso.

Che cos’è il “solipsismo” di cui secondo lo psichiatra Mencacci soffrirebbe Donald Trump (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

“Sono caratteristiche che, se osservate nella gestione di un potere senza limiti, assumono un peso completamente diverso rispetto alla vita privata”, ha sottolineato Mencacci, che ha aggiunto un ulteriore elemento di riflessione: la disinibizione e il discontrollo degli impulsi. “Molti colleghi americani e inglesi hanno evidenziato come l’assenza di filtri possa suggerire una disfunzione dei lobi frontali. In età avanzata, questi segnali vengono talvolta associati a un possibile deficit cognitivo di tipo organico, anche se ribadisco che si tratta di ipotesi teoriche”.

Il tema, secondo Mencacci, non riguarda la curiosità mediatica ma la salute collettiva. “Caratteristiche che possono apparire come tratti individuali diventano un problema quando influenzano decisioni che hanno ricadute planetarie – ha concluso -. La storia dimostra che le valutazioni psichiatriche sui grandi leader arrivano spesso solo a posteriori, talvolta dopo conseguenze drammatiche. Per questo è importante oggi saper leggere i segnali, senza banalizzazioni”.

Published by
Lorenzo Briotti