Congedo parentale paritario bocciato, Elly Schlein incalza Giorgia Meloni sui diritti delle famiglie (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Si ferma in Parlamento il progetto di introdurre un congedo parentale paritario e obbligatorio per entrambi i genitori. La proposta di legge unitaria presentata dalle opposizioni, che prevedeva cinque mesi non trasferibili per madri e padri, è stata respinta dalla maggioranza di centrodestra per via dei costi ritenuti troppo elevati. Il provvedimento puntava anche ad aumentare l’indennità di maternità fino al 100% della retribuzione per lavoratrici dipendenti, autonome e libere professioniste, oltre a rafforzare i sostegni economici per i lavori discontinui. L’obiettivo politico era favorire una maggiore condivisione delle responsabilità familiari e ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro, ma le perplessità sulle coperture finanziarie hanno bloccato l’iter.
Il 24 febbraio la Commissione Bilancio della Camera dei deputati ha approvato un parere soppressivo del testo, dopo aver esaminato la relazione tecnica negativa firmata dalla ragioniera generale Daria Perrotta. Secondo la valutazione, la copertura economica proposta risultava “inidonea”, poiché basata su ipotesi generiche di rimodulazione o soppressione di spese non meglio definite, a fronte di oneri invece certi e quantificati. Il testo era arrivato nell’aula della Camera dei deputati il 20 febbraio, ma era rimasto sospeso proprio in attesa del parere contabile. Con la bocciatura, la proposta sembra ora destinata a essere accantonata, almeno nel breve periodo.
Le opposizioni non intendono però rinunciare alla battaglia politica. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha criticato duramente la scelta della maggioranza, rivolgendosi direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e chiedendo come una premier donna possa non sostenere una misura a favore delle lavoratrici e delle famiglie. Sulla stessa linea anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha ricordato come altre proposte dell’opposizione — dal salario minimo alla settimana corta — abbiano già incontrato resistenze analoghe. Nonostante la bocciatura, i partiti di minoranza promettono di continuare a riproporre il tema nei prossimi mesi.