Politica

Conte rompe con il Pd sulla linea woke: il campo largo rischia di saltare

Se si vuole arrivare a Palazzo Chigi non debbono mancare il coraggio e la furbizia. Così, Giuseppe Conte ha deciso di rompere gli indugi e candidarsi ufficialmente per le primarie. Questo era noto, allora qual è la novità? Rompere con il Pd su un problema di primaria importanza per la sinistra: la linea Woke. Di che cosa si tratta lo sanno ormai tutti i sassi di via del Nazareno. Woke, tradotto dall’inglese vuol dire “sveglio”, cioè svegliarsi e combattere le ingiustizie sociali, quali il razzismo, il sessismo, i diritti delle minoranze. Cioè un “must” per il campo largo e per le conseguenti idee di Elly Schlein. Il presidente dei 5Stelle non la pensa più in questo modo.”Noi siamo diversi”, afferma senza peli sulla lingua. “Così, la sinistra perde il popolo se non si affretta a cambiare rotta”, aggiunge. Con le sue parole spiazza la segretaria dei dem e il suo entourage che riflette prima di rispondere. Conte ritiene che bisognerebbe affrontare i gravi disagi della gente e applaudire ed entusiasmarsi se gli avversari vengono messi al tappeto. Le vecchie battaglie sono ormai superate e non impressionano più chi deve andare a votare nel 2027.

La reazione del Pd e il nodo Superbonus

È un diretto al mento se si pensa quante volte il Pd ha difeso, seguito e divulgato l’ideologia dei woke. Allora, come la mettiamo con il campo largo, il sogno nel cassetto di Elly Schlein? Soltanto un paio di voci si fanno sentire da via del Nazareno. Quella di Filippo Sensi a cui questo “pare l’ultimo dei dibattiti e non capisce perchè Conte lo abbia sollevato in un momento di grave crisi internazionale”. Segue a ruota il giudizio di Lia Quartapelle che affonda il dito nella piaga che più affligge il presidente dei 5Stelle. il superbonus. Secondo lei doveva scusarsi, le chiede qualche giornalista? Nessuna risposta.

Non è solo Conte il cattivo dell’ultimo fine settimana. Anche Enrico Mentana che ha difeso di recente il suo tg contro lo strapotere di Telemeloni (il suo non è un vecchio ricordo di Telekabul?) punta il dito contro l’intera classe dirigente della sinistra, nessuno escluso. “Nelle loro idee non c’è niente di niente”, tuona.

Meloni, i fischi a Taranto e la sfida di Bari

In breve: mentre nell’opposizione suona un campanello d’allarme pieno di significati, a destra risuonano ancora i fischi degli operai dell’Ilva all’indirizzo di Giorgia Meloni volata a Taranto per l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo”. Solo poche persone si sono unite a quei manifestati. Questo è vero, però non bisogna dimenticare che a Bari il 4 settembre si festeggerà una longevità di non poco conto: quella che vede la Meloni essere alla guida del nostro Paese da molti anni, un traguardo che nessuno prima di lei aveva raggiunto. Bari dista da Taranto una manciata di chilometri, un’ora di macchina. Occorre fare molta attenzione per evitare che avvenga qualcosa che possa turbare un evento così importante.

Migranti e Ranucci: i due nuovi fronti dello scontro politico

Sono due gli argomenti che hanno portato ancora una volta scompiglio nel panorama della nostra politica. Il primo è di carattere internazionale e riguarda quei migranti che diversi Paesi europei vorrebbero rimandare al mittente. Cioè da noi. Perchè? Quando sono sbarcati sulle nostre coste hanno chiesto asilo politico, quindi a detta di chi li ha ospitati, dovrebbero tornare in Italia. Quanti sono? Le cifre non si conoscono: per la maggioranza non arrivano a dieci; per la minoranza non è il numero ad essere importante, ma la dimostrazione che la politica del governo Meloni ha completamente fallito. ” L’Unione Europea ci darà ragione”, replica la premier, ma intanto i Paesi che seguono la direzione opposta sono sempre di più.

L’altro problema, manco a dirlo, è quello di Sigfrido Ranucci. Deve restare a dirigere Report, la sua trasmissione? Oppure deve farsi da parte? I primi che lo vorrebbero fuori dicono che altrimenti si farebbe un danno alla reputazione della Rai con una conseguente ricaduta pubblicitaria; i secondi replicano che si farebbe un grosso torto alla libertà di stampa e alle inchieste di grande respiro. Infine, chi più maliziosamente pensa che Ranucci aspiri a diventare Parlamentare con l’aiuto degli AVS di Fratoianni e Bonelli . Un’altra impresa simile a quelle di Ilaria Salis e Aboubakar Soumahoro? Chissà?

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Bruno Tucci