Conte-Schlein, prove di pace dopo i battibecco. Ma restano le differenze sul riarmo europeo e le primarie (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Conte-Schlein, prove di pace. I due leader si sono attovagliati martedì per un pranzo chiarificatore dopo la fuga in avanti del capo pentastellato. Il dialogo è ripreso nel segno di “un rispetto reciproco”. Così hanno detto. Fonti dem hanno garantito che “il clima è tornato disteso”. Ma le divergenze sono rimaste anche se taluni sostengono che la segreteria dem abbia condiviso il mantra grillino (“Stop al riarmo”) allineandosi a Conte. Già che c’era, l’ex premier ha ribadito la necessità di fare le primarie, strumento fondamentale per definire il programma elettorale. Dunque il “faccia a faccia” non ha sortito alcunché di nuovo, con buona pace delle dichiarazioni ufficiali. Conte ha ripetuto che “la nostra posizione è la stessa da quattro anni “ ma è parso più cauto del solito, ha dato l’impressione di non voler screditare gli alleati. Il battibecco Conte-Schlein ha tuttavia registrato mormorii (eufemismo) all’interno di entrambi i partiti. Delusi anche gli altri leader della opposizione che nulla sapevano del rendez-vous in un ristorante romano di Campo dei Fiori. Si sono fatti sentire anche i riformisti dem che hanno criticato “la resa di Elly al leader M5S”, così come avevamo fatto alla Festa del Pd a Reggio Emilia.
Va detto: le primarie presuppongono una unità su alcuni punti fondamentali. E su questo quasi tutti gli analisti concordano, in testa il professor Arturo Parisi. In soldoni: se c’è il programma, c’è la coalizione. Ma se non c’è un accordo tra i partiti come può esserci un programma di coalizione? Pd e M5S vogliono prima di tutto un comune punto di partenza. Conte vuole le primarie perché sulla politica estera “faremo decidere gli italiani”. Ha poi aggiunto: ”Se dovessi essere partecipe delle primarie e vincerle, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale che tuteli gli interessi dell’Ucraina, che è il Paese aggredito”.
Al netto delle ultime narrazioni del leader pentastellato,e’ opinione diffusa che Conte sia impegnato in una tattica volta a dare centralità e spessore politico al suo Movimento in vista appunto delle primarie. Ma l’europarlamentare e membro della segreteria dem di area schleiniana ha gelato le attese di Conte al grido “le primarie sono l’ultimo passo”. In altre parole: il Nazareno non fa sconti convinto che prima vanno appianate le differenze e poi si sceglie il leader della coalizione. Prendere o lasciare.