Giuseppe Valditara (Foto Ansa)
Contestazione e studenti lasciati fuori dall’istituto durante la visita del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara al liceo Galileo Galilei di Roma: è il bilancio dello scontro avvenuto ieri pomeriggio, tra accuse incrociate di “passerella” e “atto antidemocratico”.
“Con uno striscione, con su scritto ‘fuori Valditara dal Galilei’ e un tentativo di intervento, che è stato subito zittito, volevamo evitare l’ennesima passerella del ministro, ma ancora una volta la risposta è stata cacciarci. Siamo stati tutti chiusi fuori dalla scuola senza riprendere i nostri zaini”, denunciano studenti e studentesse del collettivo, in una nota rilanciata dalla Rete degli Studenti Medi. La protesta, spiegano, nasce dalla contestazione della presenza del ministro “all’interno di un Istituto Tecnico, dopo che la riforma sui Tecnici e tutte le riforme della scuola sono state fatte senza parlare con gli studenti e le studentesse”.
Dura anche la posizione dell’Opposizione Studentesca d’Alternativa: “Questo appuntamento presentato come ‘momento di confronto’ è diventata l’occasione per la propaganda del ministro della riforma del 4+2, delle ore di Pcto aumentate, dell’educazione sessuoaffettiva negata, della militarizzazione, delle indicazioni nazionali eurocentriche e scioviniste. Una indecente presa in giro”.
Di segno opposto la replica del ministro: “Cercare di interrompere un costruttivo incontro istituzionale fra il Ministro e gli oltre 100 rappresentanti delle consulte provinciali eletti dagli studenti italiani è un atto antidemocratico che squalifica chi lo ha compiuto e chi lo difende”.
Sulla stessa linea il deputato leghista Luca Toccalini: “Gli studenti del Galilei non hanno mai chiesto di essere ascoltati: cinque giovani hanno interrotto il confronto […] sono stati loro a zittire e cacciare i contestatori e non il ministro”.
Infine, Alessandro Di Micco, portavoce delle Consulte studentesche, parla di “irruzione con striscione, i cori sguaiati, i metodi antidemocratici” e invita a mantenere il confronto “entro ogni perimetro democratico”.