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Cosa dicono gli ultimi sondaggi, per Pagnoncelli c’è un “effetto comunali” sui partiti, “cresce Fdi scende il Pd”

Quella che viene dai risultati delle recenti elezioni amministrative, è “una boccata d’ossigeno per la compagine di governo”, segnalando “una buona tenuta del centrodestra, con qualche vittoria di rilievo come a Venezia e Reggio Calabria”. Lo scrive nella sua analisi per il Corriere della Sera, l’ad di Ipsos Italia Nando Pagnoncelli, osservando che “le intenzioni di voto segnalano con evidenza come l’ipotizzata onda lunga a favore del centrosinistra dopo la vittoria referendaria non ci sia stata”.

Anzi: “Fratelli d’Italia si rafforza rispetto al mese scorso, collocandosi al 27,6% con una crescita dell’1,4%; crescita che compensa le perdite in particolare di Forza Italia (oggi all’8,2%, in calo dello 0,8%), mentre la Lega si colloca al 5,7%, sostanzialmente stabile al livello più basso dalle Politiche. Cresce dello 0,7%, invece, Futuro nazionale di Vannacci, oggi stimato al 4,8%”.

Pd in calo al 20,1% (-2,2%)

“Tra le forze di opposizione – scrive ancora Pagnoncelli – il Pd perde il 2,2% e viene stimato al 20,1%, il dato più basso degli ultimi anni. Sembra pagare la ‘non vittoria’ delle amministrative (ma il conto di vincitori e perdenti si dovrà fare dopo i ballottaggi), in particolare a Venezia, su cui aveva molto investito. Stabili le altre forze, dai pentastellati stimati al 14,5% su cui non sembrano pesare i risultati non entusiasmanti delle elezioni locali, fino ad Avs (6,8%), Italia viva (2,0%) e +Europa (1,5%). Altrettanto stabile Azione, forza stimata al 3,1%”.

È interessante notare, sottolinea ancora Pagnoncelli, “una certa crescita della partecipazione, anche questa presumibilmente frutto delle recenti consultazioni: oggi incerti e astensionisti sono al 39,8%, due punti in meno rispetto ad aprile. Che l’onda del referendum non abbia avuto effetti si evidenzia non solo dai dati appena illustrati ma anche dai flussi di voto: tra gli elettori del No quasi un quarto è tornato ad astenersi, dato che invece scende al 16% tra chi votò Sì”.

Roberto Vannacci (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Futuro Nazionale ago della bilancia

Simulando i risultati in termini di seggi, sulla base dell’ultima ipotesi di riforma elettorale che ha abbassato il premio di maggioranza originariamente previsto nello Stabilicum, i risultati variano in funzione della presenza o meno di Futuro nazionale nella coalizione di centrodestra: “Senza Vannacci (che, come vediamo dai flussi, ottiene voti principalmente dalla Lega, quindi da Fratelli d’Italia e in misura minore ma apprezzabile anche da chi alle Europee si è astenuto), il campo progressista otterrebbe il 44,9% contro il 42,3% del centrodestra e si aggiudicherebbe il premio di maggioranza con 220 deputati, il centrodestra ne avrebbe 148, Futuro nazionale 17, Azione 11, le altre forze 4. Se invece Futuro nazionale fosse organico al centrodestra, questa coalizione otterrebbe il premio di maggioranza di 220 seggi, il centrosinistra ne avrebbe 165, Azione 11, gli altri 4”.

Published by
Amedeo Vinciguerra