Donne iraniane proteggono le infrastrutture iraniane con il proprio corpo (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
I dieci punti della tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran prevedono che l’Iran ottenga garanzie sul fatto che non verrà più attaccato. Si tratta di una fine permanente della guerra e non solo di un cessate il fuoco. Si prevede che Israele cessi di attaccare le postazioni Hezbollah in Libano, (punto che evidentemente al momento non viene preso in considerazione da Israele), la revoca di tutte le sanzioni statunitensi sia primarie sia secondarie, con queste ultime che si applicano alle entità straniere che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran. Si chiede anche la fine di tutti i combattimenti regionali contro gli alleati dell’Iran. Importante anche un altro punto che prevede che la Repubblica islamica possa sviluppare il suo nucleare a scopi civili.
In cambio l’Iran si impegna a riaprire lo Stretto di Hormuz imponendo alle navi in passaggio una tassa di 2 milioni di dollari che verrebbe divisa con l’Oman. Si stabilirebbero così nuove regole per il passaggio sicuro attraverso Hormuz con i proventi che finirebbero nella ricostruzione del Paese largamente distrutto dalle bombe Usa e israeliane.
I dieci punti sono la base su cui venerdì prossimo cominceranno ad Islamabad le trattative. Per Trump se non si raggiunge un accordo la guerra tra due settimane ricomincierà. Teheran invece festeggia parlando di “vittoria”. Nel frattempo ricomincia il transito ad Hormuz con 15 paesi che, come dichiarato da Macron, si stanno impegnando alla ripresa completa del traffico.