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Cosa sappiamo del nucleare iraniano, davvero Teheran vuole costruire ordigni nucleari? Per gli attacchi “c’è rischio di radiazioni”

Al centro delle nuove tensioni tra Stati Uniti e Israele da una parte e l’Iran dall’altra, c’è il sospetto che Teheran punti a sviluppare la capacità di costruire un’arma atomica.

L’Iran ha sempre sostenuto che il suo programma nucleare abbia finalità esclusivamente civili, quindi alla produzione di energia. Il presidente Masoud Pezeshkian lo aveva ribadito anche davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite spiegando che l’Iran “non ha mai cercato e non cercherà mai” la bomba nucleare.

Malgrado le parole, a riaccendere le preoccupazioni internazionali degli ultimi mesi è stata l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) la quale ha segnalato attività regolari e non spiegate nei siti di arricchimento dell’uranio già colpiti a giugno. L’AIEA, in realtà già prima di giugno aveva censurato l’Iran per violazioni degli obblighi di cooperazione. L’ente legato all’Onu aveva infatti dichiarato di non essere in grado di stabilire se il programma fosse “esclusivamente pacifico”.

Cosa sappiamo del nucleare iraniano, davvero Teheran vuole costruire ordigni nucleari? (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Dopo gli attacchi di giugno Teheran ha deciso di limitare l’accesso degli ispettori, impedendo allo stesso tempo verifiche aggiornate sulle proprie scorte di materiale sensibile. Questo ha quindi provocato il ritorno di sanzioni Onu.

Gli ispettori dell’AIEA hanno scattato una foto completa delle riserve iraniane  a fine dell’agosto 2025. Si tratta dell’ultima foto disponibile: in quell’occasione era stato accertato che il Paese aveva accumulato 441 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, con un aumento superiore al 50% rispetto a febbraio 2025.

Si tratta di un livello molto elevato che se ulteriormente raffinato potrebbe teoricamente essere sufficiente per creare almeno 12 ordigni nucleari.

Da allora l’AIEA non è stata più in grado di verificare la quantità ne dove fosse stato messo tutto questo materiale. L’incertezza sullo stato attuale delle scorte è stata una delle principali ragioni che hanno portato gli Usa e Israele ad attaccare.

Allarme per le fuoriuscite di materiale nucleare

E nel mezzo di questo nuovo conflitto c’è il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, che ha intanto lanciato un allarme su una “possibile fuoriuscita radiologica con gravi conseguenze” in seguito ai nuovi attacchi sui siti nucleari iraniani. Finora, ha aggiunto, “non è stato rilevato alcun aumento dei livelli di radiazione al di sopra dei normali livelli di fondo nei paesi confinanti con l’Iran”.

L’ambasciatore iraniano presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite ha confermato che gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele hanno preso di mira gli impianti nucleari e che nei giorni scorsi è stato colpito il sito nucleare di Natanz nella provincia centrale di Isfahan. Lo stesso complesso era stato danneggiato da attacchi aerei statunitensi e israeliani a giugno.

Published by
Lorenzo Briotti