Politica

Crosetto: “Marina Militare garantirà passaggio navi italiane a Bab el-Mandeb. Non aspetteremo l’Ue”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha affrontato diversi temi di politica estera e sicurezza intervenendo alla quarta edizione del Forum Risorsa Mare a La Spezia, soffermandosi in particolare sulla situazione nello stretto di Bab el-Mandeb e sulle nuove minacce ibride.

Le parole di Crosetto

“Abbiamo deciso, con il capo di Stato maggiore, di non aspettare che sia Aspides a decidere se le navi possono passare o meno”, ha detto Crosetto, spiegando che l’Italia potrebbe intervenire direttamente per garantire la sicurezza della navigazione. “Probabilmente ci attiveremo in modo tale che le navi italiane possano iniziare a passare senza aspettare che la burocrazia europea si sommi alla nostra perché ritardare i tempi in casi come quello significa ritardare l’economia, significa aggravare problemi”. E ha aggiunto: “Quando possiamo interveniamo per alleviare le crisi”.

Sul possibile impiego di navi militari italiane ha precisato: “Non decido adesso” quante unità saranno inviate. “È una situazione di questi giorni, valuteremo con il governo e con il Parlamento cosa sarà necessario fare, l’importante è ripristinare i traffici, quindi si tratta di navi che, se mandiamo, mandiamo a protezione delle navi mercantili”. Quindi: “Il Gibuti adesso non viene toccato da quello che stanno facendo gli Houthi, mi interessa ripristinare il traffico delle navi italiane attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb”.

Crosetto ha poi parlato delle minacce informatiche: “C’è una guerra meno evidente che è quella ibrida. Un attacco cyber non lascia un buco per terra, non fa delle vittime fisiche, ma fa dei buchi estremamente profondi nella società”. E ha sottolineato: “La guerra che a me preoccupa moltissimo è quella cognitiva che si combatte ogni giorno su piattaforme innocue”.

“La guerra ibrida può fare male se colpisce una banca, ancora peggio se colpisce lo Stato, pensiamo all’Inps e alle pensioni per fare un esempio. È una guerra che lo Stato sta combattendo e finora ha vinto, non ci sono stati danni particolari finora dagli attacchi cyber per quanto riguarda le strutture pubbliche e non solo italiane”, ha affermato, parlando anche della protezione dei dati: “La protezione dei dati è una lotta continua tra chi aumenta la tecnologia per attaccarli e chi per difenderli, purtroppo la criptazione quantistica e la crescita dei computer quantistici rende più facile ‘entrare’ nei nostri dati per chi vuole fare gli attacchi, l’Italia sta rispondendo con le stesse tecnologiche quantistiche per blindarli, è una rincorsa tecnologica”.

Sul rapporto tra Canada, Unione europea e Stati Uniti, Crosetto ha osservato: “La proposta del potenziamento della partnership tra il Canada e l’Unione Europea non penso sia nata come atto ostile, penso sia nata come una cooperazione tra Paesi che sono insieme nella Nato, penso che la cooperazione con il Canada sia come quella con gli Stati Uniti”.

Rispondendo invece agli appelli di Matteo Salvini a mantenere aperto il dialogo con la Russia, ha detto: “Tutte le posizioni sono legittime, penso che man mano che si avvicina la campagna elettorale alcuni partiti metteranno l’accento sulle cose che gli stanno a cuore rispetto ad altre, considero parte della legittimità del pensiero politico e dell’azione politica”.

Infine, sul termine “diserzione” utilizzato nel dibattito politico, Crosetto ha affermato: “Qualcuno che usa in termine positivo la parola ‘diserzione’ a me colpisce molto, la parola ‘diserzione’ riferita alla difesa dello Stato è una parola che non avrei mai voluto sentir pronunciare da chi fa politica, politica significa pensare al bene comune, non ho mai visto nessuno fare il bene utilizzando la parola ‘diserzione'”. E ha precisato: “Non mi avete mai sentito pronunciare la parola ‘riarmo’ in quattro anni da ministro della Difesa, mi avete sentito parlare della parola ‘difesa’, tutta un’altra cosa, parlare di ‘riarmo significa dare un’accezione negativa a uno dei sacri doveri e l’unica parola a cui la Costituzione mette di fianco l’aggettivo ‘sacro’, il sacro dovere della difesa, quello che devo assolvere come ministro. Non ha nulla a che fare con il riarmo”.

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Gianluca Pace