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De Luca ed Emiliano, i cacicchi di nuovo a capotavola: lo sceriffo farà il sindaco l’ex magistrato il consulente di Decaro

Mettiamola così: i cacicchi sono tornati. Gettati dalla finestra, sono rientrati dal portone. A testa alta, in grande stile. Sono la novità della retro-politica de noantri, sono la coppia più chiacchierata del momento. Si tratta di Vincenzo De Luca e di Michele Emiliano: ex governatore campano il primo, ex governatore della Puglia il secondo. Entrambi con passato da sindaco: De Luca a Salerno, Emiliano a Bari. Entrambi ben saldi a sinistra, seppur con qualche tattico distinguo. Hanno regnato a lungo come “capibastone” per dirla alla Elly Schlein. Cacicchi ,appunto. Cioè, come gli antichi capo villaggio dell’America del Sud o del Messico, reggevano il potere con forte personalismo (eufemismo). Inossidabili per eccellenza sono di nuovo a capotavola. Rieccoli.

De Luca pronto a riprendersi Salerno

Lo sceriffo è tornato casa. L’attuale sindaco Vincenzo Napoli si è dimesso, ha di fatto apparecchiato la tavola per il ritorno dello storico primo cittadino (sindaco per quattro mandati). Napoli ha dato l’addio con 16 mesi di anticipo in punta di piedi, omaggio al suo Pigmalione e De Luca si è già messo al lavoro al grido: ”La ricreazione è finita”. Non solo: già che c’era ha pure lanciato il suo primo proclama. Eccolo: ”Farò dei Corpi speciali di polizia municipale e il decoro della città. Corpi speciali per la repressione, da usare anche e soprattutto per reprimere i reati dei maranza”. Un segnale non solo al governo Meloni ma anche un messaggio al suo successore Roberto Fico.

Emiliano consulente giuridico di Decaro

Michele sognava di candidarsi al Consiglio regionale ma Elly lo ha frenato. Dovrà accontentarsi di vestire i panni nobili del consulente giuridico nello staff del neo governatore della Puglia Antonio Decaro che, fatta la Giunta, deve già vedersela con i malumori della Federazione salentina del Pd; in particolare con i dem brindisini che parlano di “furto dei voti” per il mancato assessorato. Il Pd ha avuto quattro assessorati, AVS e M5S uno a testa. E’ rimasta a mani vuote la lista Avanti Popolari-mentre le civiche ne hanno ottenuti tre. Emiliano avrà comunque un trattamento economico di tutto rispetto, pari a quello di un capo dipartimento per occuparsi di questioni complesse come le crisi industriali, i rapporti con la Ue, i disegni di legge regionale. Gli è andata bene.

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Enrico Pirondini