Decreto sicurezza, niente poteri di polizia ai militari. Crosetto: "Sono deluso e preoccupato" (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il governo ha deciso di non attribuire ai militari poteri di polizia giudiziaria nell’ambito dell’ottavo decreto sicurezza. La questione ha animato un confronto tra Palazzo Chigi e il Quirinale, fino alle ultime ore prima del Consiglio dei ministri. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso il proprio disappunto: “Sono deluso e preoccupato”.
A Milano saranno comunque inviati 500 militari, in gran parte paracadutisti della Folgore, che opereranno insieme alle forze dell’ordine. La soluzione è stata individuata per rafforzare la presenza sul territorio senza modificare le competenze dei soldati.
Secondo quanto ricostruito, le perplessità sull’attribuzione di poteri giudiziari ai militari sarebbero state condivise dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal capo della Polizia Vittorio Pisani. Il confronto ha riguardato soprattutto la formazione necessaria per svolgere attività come arresti e altri interventi di polizia giudiziaria.
Il nodo dei poteri dei militari è stato al centro delle interlocuzioni tra gli uffici legislativi del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi. Mattarella aveva già espresso le proprie indicazioni durante l’assemblea nazionale delle Province a Imperia, invitando a valutare con attenzione le decisioni in materia di sicurezza e a evitare interventi dettati esclusivamente dall’emergenza.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano avrebbe illustrato ai ministri le “forti perplessità” del capo dello Stato. La premier Giorgia Meloni e Mattarella, secondo la ricostruzione, non avrebbero avuto un colloquio personale durante le trattative.
Nel decreto è previsto anche il fermo preventivo di 24 ore per i minorenni, una misura che ha suscitato critiche. La disposizione, tuttavia, non sarebbe stata eliminata su richiesta del Quirinale: la norma esiste già nell’ordinamento ed è stata estesa anche alle manifestazioni non autorizzate.
L’accordo raggiunto prevede che i 500 militari destinati a Milano partecipino ai cosiddetti “pattuglioni misti” insieme alle forze dell’ordine. L’obiettivo è aumentare la presenza sul territorio e rafforzare la percezione di sicurezza, mantenendo distinte le responsabilità operative.
Non è invece entrata nel testo la norma che avrebbe obbligato le piattaforme social a segnalare ai servizi di intelligence mobilitazioni considerate anomale. La proposta potrebbe però essere recuperata durante l’iter parlamentare di conversione del decreto.
Meloni non ha partecipato alla conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri, affidando la presentazione del provvedimento a Piantedosi e al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Fratelli d’Italia, intanto, punta a mantenere alta l’attenzione sulla tutela delle forze dell’ordine, anche in vista della manifestazione politica di Atreju prevista a dicembre al Circo Massimo.