La protesta M5s alla Camera (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
L’Aula della Camera, a voto segreto, ha approvato con 206 sì e 133 no la proposta del relatore di maggioranza nella giunta per le autorizzazioni di negare l’acquisizione delle chat da parte della Procura del deputato ed ex sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, con l’imprenditore romano Mauro Caroccia, in passato condannato in primo grado nell’ambito di un’inchiesta antimafia sul clan camorristico Senese.
Prima e dopo il voto, il clima nell’Aula è stato molto teso. Il leader M5s Giuseppe Conte, intervenendo prima del voto ha parlato di scudo per gli amichetti: “Qui oggi parliamo di uno scudo: contro il carovita, il calo degli stipendi, il crollo della produzione industriale? No, uno scudo per gli amici di partito, queste sono le priorità nei confronti dei cittadini, da cui siete distanti anni luce. La maggioranza si appresta a scudare un amichetto di partito comprimendo il diritto di difesa di un cittadino, quindi vi infischiate anche dei diritti costituzionali. Avete macchiato con disonore le istituzioni, lo scudo vi appartiene per mentalità”, ha detto Conte.
Durante l’intervento di Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia si sono levate proteste nei banchi dell’opposizione e la presidente di turno Anna Ascani è dovuta intervenire varie volte per ripristinare l’ordine. Ascani ha richiamato all’ordine diversi deputati di centrosinistra. Bignami ha attaccato Giuseppe Conte, ironizzando sull’errore commesso poco prima dal leader del M5s, dove aveva citato l’articolo 78 della Costituzione invece dell’articolo 68, che disciplina le prerogative parlamentari. “Ha citato l’articolo 78, che è quello della dichiarazione di guerra: mi cade sull’articolo 78”, ha detto Bignami rivolgendosi a Conte. “Ci sta, perché Conte è esperto in diritto privato, si occupa di intermediazioni, magari immobiliari, o magari delle mascherine”, ha aggiunto con ironia, spostando l’attacco sulla gestione degli appalti durante la pandemia. “Non le chiederemo l’uso delle chat con il suo amico Zampolli. Ma con Arcuri, Minenna e Di Donna: fuori le chat sugli appalti delle mascherine”, ha affermato, rivolgendosi ai banchi del Movimento 5 Stelle.
Dopo il voto, i deputati del M5s sono scesi dai loro scranni per andare sotto i banchi della maggioranza con i cellulari in alto (la campagna del Movimento #fuorilechat). A quel punto si sono levati urla e proteste e cori e la seduta è stata sospesa.
“Due pesi e due misure”, così “la maggioranza intende la legalità”. “È stato gravissimo aver negato ai membri della giunta per le autorizzazioni di prendere visione dei documenti inviati dalla procura alla Camera”. “Nessuno sta chiedendo a quest’Aula di fare un processo, non è il nostro mestiere. Noi stiamo chiedendo solo di far fare ai magistrati il loro mestiere. La domanda dei pm è di acquisire le conversazione i tra soci di quella società”, si tratta di “elementi specifici e delimitati”. La questione è “non fare saltare un processo per fatti connessi alla mafia”. Queste le parole della segretaria del Pd Elly Schlein nell’Aula della Camera in dichiarazione di voto. Che ha detto ancora: “Vi chiediamo di non impedire la ricerca della verità su un processo connesso alle mafie, altrimenti non vogliamo mai più sentirvi nominare Paolo Borsellino dicendo che sarebbe un ministro di questo governo”.