Politica

“Dentro di me niente di fascista”. Il post-sfogo di Francesca Verdini

Francesca Verdini, da tempo legata sentimentalmente al vicepresidente del Consiglio dei ministri Matteo Salvini ha scritto un lungo post su Instagram per chiarire la sua posizione rispetto al fascismo: “Scrivo queste parole perché da tempo sento di dovermi giustificare per ciò che penso. Come se il mio voto dicesse qualcosa non solo delle mie idee, ma della mia intelligenza, della mia sensibilità, persino della mia qualità umana. Come se non fossi mai abbastanza colta, preparata, consapevole. E alla fine resta sempre quella parola: fascista. A volte persino ‘sporca fascista’. Mia nonna il fascismo lo ha combattuto. Io, dentro di me, di fascista non ho mai riconosciuto niente”.

Non è mancato un riferimento al suo lavoro di produttrice cinematografica: “Nel mio lavoro questo senso di estraneità lo incontro continuamente. Attori, registi, sceneggiatori mi confidano ciò che pensano e poi aggiungono: ‘Non dirlo. Poi non mi fanno più lavorare’. Eppure vedo Iacchetti minacciare botte e augurare la morte a un ministro, Saverio Tommasi parlare delle botte ai ‘fascisti’ come legittima difesa, Bonaccini spiegare che chi vota a destra ha mediamente studiato meno, Brigitte Macron colpire il marito al volto, Rula Jebreal chiamare ‘scimmia’ un uomo afroamericano. E ogni volta mi faccio la stessa domanda: se le parti fossero invertite, il metro sarebbe lo stesso?”.

Verdini continua: “Non possono esistere insulti progressisti, minacce democratiche o violenze rese accettabili dall’antifascismo. Una cosa sbagliata non diventa giusta perché arriva dalla parte che abbiamo deciso essere ‘quella giusta’”. Quindi conclude: “Siamo in tanti a vedere questa ipocrisia e a sentirne il peso. Io voglio continuare a dirlo. Senza farmi intimidire. E, a pensarci bene, è proprio quello che fece mia nonna quando il fascismo c’era davvero. Non smise di dire ciò che pensava per paura. Lo disse più forte”.

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Silvia Di Pasquale