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Di Pietro: “Nessun accordo con FdI per il Csm. Non ho padroni”

Antonio Di Pietro ha respinto l’ipotesi di un accordo con Fratelli d’Italia per la sua candidatura a componente laico del Consiglio superiore della magistratura, dopo il sostegno dato al sì nel referendum sulla riforma della giustizia. “Le pare che un uomo come me senza padroni, che ha sempre fatto di testa sua, si lega a uno scambio?”, ha dichiarato Di Pietro. In un colloquio con Repubblica, l’ex magistrato ha rivendicato l’autonomia della propria iniziativa. “Con tutta la modestia, penso di poter svolgere il ruolo laico al Csm”, aggiunge. “Attenzione, non ho bandiere politiche. La legge prevede che uno si proponga depositando la propria domanda sul sito della Camera, e io l’ho fatto. Senza chiedere permessi a nessuno”, ha affermato Di Pietro.

“Ho i titolo professionali”

“Ripeto: mi sono candidato perché penso di avere i titoli professionali”. Sull’incontro con Giovanni Donzelli e sui possibili sostegni parlamentari, Di Pietro ha precisato: “Da una parte, non ho bisogno di essere raccomandato da nessuno; e dall’altra, tutti quelli che ritengono che io possa fare bene il mio lavoro all’interno di quell’organismo possono votarmi a prescindere dal partito di appartenenza”.

Di Pietro ha negato che il suo impegno per il sì al referendum fosse legato alla prospettiva di un incarico al Csm. “Sono uno che fa esclusivamente quello che pensa sia giusto. La battaglia per il sì l’ho spiegata, ero lì a dire con pacatezza le mie ragioni”. Sulla contrarietà di Forza Italia alla sua candidatura, Di Pietro non è voluto entrare nel merito: “Ognuno faccia le sue scelte. Io resto libero. Aspettiamo che si calmino le acque. Parlerò dopo…”.

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Giuseppe Avico