Due allarmi da Londra: (forse) è in cantiere un nuovo 11 settembre mentre la pace in Ucraina è lontana nonostante le gravi perdite russe (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Doppio allarme da Londra: occhio, potrebbe già essere in corso un nuovo 11 settembre. E poi: la pace in Ucraina è ancora lontana. Due affermazioni inquietanti che provengono da fonti qualificate: il direttore generale del controspionaggio britannico e l’Intelligence militare di Re Carlo. Esagerazioni? Forse. In ogni caso meglio non sottovalutarle. Il passato insegna. Ormai viviamo in mezzo agli allarmi. Dobbiamo abituarci.
Potrebbe essere “già in preparazione”. Fa discutere la “sparata” di Ken McCallum, 52 anni, lo scozzese di Glasgow che dirige da sei anni il mitico M15, il celebrato (anche dalla letteratura) “Security Service”; l’ente per la sicurezza interna, un bureau che ha più di cent’anni di vita. Oggi, con l’aumento dei militanti islamici, l’M15 è in prima linea nella lotta al terrorismo e il suo direttore generale, collaudato dalla lotta al terrorismo legato all’Irlanda del Nord, è sempre sul pezzo. In passato aveva messo in guardia gli inglesi dalle possibili minacce al Regno Unito da diversi Stati ostili, ma stavolta il suo richiamo è suonato più concreto del solito. Il parallelo con l’11 settembre 2001 ha sconcertato buona parte della opinione pubblica britannica.
E i numeri della tragedia di 25 anni fa – 2.997 vittime nell’immediato, quattro aerei dirottati, 343 vigili del fuoco morti sulle rampe di scale delle Torri Gemelle – quei numeri, si diceva, sono riaffiorati in tutta la loro “tragicità”. Senza dimenticare che da allora altre 9.000 persone che si trovavano quel giorno a Manhattan sono morte per malattie respiratorie causate dalla fatale contaminazione dei loro polmoni con la letale miscela di cemento polverizzato e carburante per aerei. Dal 2001 anche l’Europa ha registrato centinaia di attentati (a Madrid, Londra, Parigi, Nizza, eccetera) con l’eccezione dell’Italia che ha tratto profitto dalla esperienza delle BR.
Mosca, tramite il portavoce Dmitri Peskov, ha ribadito che le sue condizioni per una pace in Ucraina “non sono cambiate”. Ma la situazione bellica non è delle migliori per il Cremlino. L’intelligence militare britannica stima che dall’inizio della guerra sono morti 500.000 soldati russi, cifra che sale a 1,5 milioni se si includono anche i feriti. Il capo di Stato Maggiore della Difesa britannica, Sir Richard Kneghton, ha spiegato che alle perdite russe vanno aggiunti più di 10.000 veicoli corazzati e protetti, quasi 3.000 sistemi di difesa aerea e di artiglieria, e oltre 370 aerei ed elicotteri. Un disastro che non sembra finire mai. E l’Ucraina allunga i tempi avviando la cosiddetta “Operazione Vivaldi” che sta avendo successo: la Russia arretra.