(Foto d'archivio Ansa)
E se fossimo già nella Terza guerra mondiale? È un po’ quello che si è chiesto, in questi strani giorni tra fine 2025 e inizio 2026, lo storico e inviato della BBC John Simpson, che nel tempo ha inviato reportage da oltre 120 Paesi. Dopo un lungo resoconto del contesto internazionale – dalla drammatica guerra in Ucraina alle mire della Cina su Taiwan – Simpson lo dice senza troppi giri di parole:
“Ho seguito oltre 40 guerre in tutto il mondo nel corso della mia carriera, che inizia negli anni ’60. Ho visto la Guerra Fredda raggiungere il suo apice, per poi semplicemente svanire. Ma non ho mai visto un anno così preoccupante come il 2025”.
D’altronde, l’ACLED Index – progetto internazionale indipendente che raccoglie, analizza e mappa in modo sistematico gli eventi di violenza politica e conflitto armato nel mondo – segnala 56 conflitti in corso nel pianeta, il numero più alto dalla Seconda guerra mondiale.
Ma la cosa più allarmante è che, senza neanche accorgercene, scrive Simpson, siamo già finendo sul crinale della Terza guerra mondiale:
“Se pensavate che la Terza guerra mondiale sarebbe stata una sparatoria con armi nucleari, vi sbagliate – spiega -. È molto più probabile che si tratti di un insieme di manovre diplomatiche e militari, che porteranno al fiorire dell’autocrazia. Potrebbe persino minacciare di disgregare l’alleanza occidentale”.
“E il processo – conclude – è già iniziato”.
E non è proprio così? Negli ultimi anni, in quello che chiamiamo Occidente, non abbiamo visto aumentare le disuguaglianze? Non abbiamo visto arretrare la democrazia e lo stato sociale? Non abbiamo visto crollare istruzione, sanità e scuole sotto il peso dei tagli e dell’austerità? Non ci stiamo lentamente trasformando in un’oligarchia, in un’aristocrazia?
Non avete visto i soldi manipolare opinioni pubbliche e democrazie? E questo, secondo voi, non è guerra? Non è un conflitto moderno? Davvero bisogna aspettare una bomba nucleare per comprendere gli anni che stiamo vivendo?
Ma allora: chi è il nemico? Il nemico questa volta non è, almeno non solo, un esercito schierato al confine con qualche stemma strano e con soldati rabbiosi di armi e slogan. No, il nemico è ovunque. È anche dentro i nostri confini e nelle nostre economie. Il nemico è il populismo spiccio, il capitalismo più sfrenato, la disuguaglianza crescente tra ricchi e poveri. I nemici sono l’analfabetismo funzionale, lo smantellamento del diritto internazionale e costituzionale, il dilagare delle fake news e il crollo dell’informazione. I nemici sono i social senza controllo e quei governi populisti da quattro soldi, con ricette facili sbandierate e poi ammainate senza troppi problemi una volta al potere. Il nemico è l’arretramento della ragione e della razionalità, dopo decenni di illusioni e speranze di poter governare guerre e lotte sociali con il diritto e lo stato sociale.
È proprio questo quello di cui forse non ci stiamo rendendo conto. L’onda della Terza guerra mondiale non l’abbiamo vista arrivare, ma già da anni ci sta travolgendo. Resta da capire dove verremo trascinati.