Enzo Iacchetti: "Vorrei vedere Vannacci asfaltare le strade di notte a 40 gradi" (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Dopo il recente intervento televisivo a È sempre Cartabianca, Enzo Iacchetti è tornato a esprimere le proprie posizioni politiche durante un incontro pubblico a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, nell’ambito della rassegna “Naturalmente Pianoforte”, organizzata da Andrea Scanzi. Il conduttore e comico ha affrontato diversi temi, rivendicando apertamente il proprio orientamento politico e lanciando dure critiche nei confronti di alcuni esponenti delle istituzioni.
Nel corso dell’incontro, Iacchetti ha dichiarato senza esitazioni: “Non trovo che la definizione sia un’offesa perché al di là dei milioni di persone che ha ucciso Stalin, non ho mai più conosciuto un delinquente che facesse parte del partito comunista”.
Parlando della propria formazione ideale, il conduttore ha poi aggiunto: “Quando ero bimbo, c’era una persona che se tutti i politici fossero stati come lui, probabilmente eravamo tutti comunisti: Berlinguer è il mio ideale di militante comunista”. Quindi ha spiegato il significato che attribuisce oggi a quella scelta politica: “Essere comunista vuol dire aiutare i poveretti, difendere i bisognosi, parlare male di chi governa uno Stato e lo sta riducendo in poltiglia, parlare male di eserciti e guerrafondai, parlare male dei pedofili che governano gli Stati Uniti”.
Nel suo intervento Iacchetti ha riservato alcune considerazioni anche al cantautore Francesco De Gregori, criticando la scelta di chi invita gli artisti a non esporsi politicamente. “Chi si espone, si espone. Chi sta zitto, sta zitto. Ma io preferisco uno che sta zitto piuttosto che uno che dice che gli artisti non devono esporsi. Dicendo così ti sei già esposto dall’altra parte, caro De Gregori”, ha affermato, aggiungendo poi con una battuta: “Ora ho capito perché non ho mai capito la Donna Cannone”.
Successivamente il comico ha elencato alcuni dei suoi “sogni”, utilizzandoli come spunto per criticare figure politiche nazionali. Rivolgendosi al generale Roberto Vannacci ha dichiarato: “Vorrei che i pomodori in Puglia in agosto venissero raccolti da quelli che vogliono la remigrazione. Io vorrei vedere la faccia di Vannacci sudare a un euro netto all’ora. E vorrei vederlo asfaltare le strade di notte a 40 gradi, perché io non vedo mai un bianco farlo. Non c’è un bianco che asfalta le strade di notte a 40 gradi”.
Non è mancato un riferimento anche al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: “Vorrei che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti provasse un giorno a salire su un Frecciarossa, in seconda classe: deve essere lì quando il treno si ferma tra Parma e Bologna per quattro ore senza aria condizionata, non in executive, dove l’aria condizionata funziona sempre”.
Infine ha chiamato in causa anche il ministro della Salute Orazio Schillaci: “Vorrei vedere il ministro della Sanità andare in ospedale e avere bisogno di una tac o di una risonanza magnetica e sentirsi rispondere, ci dispiace la prima libera è tra otto mesi. E allora voglio vederlo morire prima come succede in tanti casi”.
Nella parte conclusiva del suo intervento, Enzo Iacchetti ha affrontato anche il tema della guerra a Gaza, rivolgendosi direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni con una riflessione sul futuro e sulla memoria storica.
“Mi piacerebbe sapere cosa risponderà questa signora, questa mamma, tra vent’anni, a sua figlia che leggerà sui libri di storia di 25.000 bambini ammazzati, a volte trucidati, a cui sono state tagliate le gambe. Che leggerà di coloni che spaccano i crocifissi e che uccidono le persone. E questa bambina ormai adulta andrà a chiederle: “Mamma, ma quell’anno lì non eri il presidente del Consiglio? E perché non hai mai detto un cazzo su queste cose? Io sogno questo momento, peccato che tra vent’anni sarò già all’inferno”.