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Flavio Bolsonaro è arrivato in Florida passando per l’Argentina: salvato dal passaporto italiano, “dietro la sua fuga c’è Rubio”

Il senatore brasiliano Flávio Bolsonaro è arrivato negli Stati Uniti, in Florida, dove ha incontrato il fratello Eduardo Bolsonaro, ex deputato e latitante, e la sua famiglia. Lo riferisce il portale brasiliano Metrópoles, precisando che Flávio Bolsonaro è giunto negli Usa insieme alla moglie e alle due figlie. Il senatore, sconfitto da Luiz Inácio Lula da Silva al ballottaggio presidenziale del 25 ottobre, avrebbe intenzione di tenere una conferenza stampa per spiegare le ragioni della sua partenza dal Brasile. Secondo quanto riferito da suoi alleati, l’incontro con i giornalisti potrebbe svolgersi domani 28 ottobre, a Washington.

È ufficialmente indagato in Brasile in due casi di corruzione e riciclaggio di denaro. Da senatore in carica il suo caso è gestito dalla Corte Suprema, che aveva disposto il ritiro dei passaporti per evidente pericolo di fuga. Per Lula la sua fuga “è una vergogna. Bolsonaro è un leccapiedi degli Usa. Mi dispiace che sia andato via dal Brasile, perché avrebbe potuto restare e dimostrare che le accuse contro di lui non sono vere”.

Salvato dal passaporto italiano

Bolsonaro e la sua famiglia sono fuggiti passando per l’Argentina utilizzando, è questa la convinzione di molti commentatori, il passaporto italiano in suo possesso (la famiglia Bolsonaro ha la doppia cittadinanza ndr). Da qui avrebbe raggiunto gli Stati Uniti: non è chiaro se abbia fatto scalo in Ecuador come dichiarato dalle autorità argentine, o se sia volato diretto per la Florida.

È stata Michelle, la terza moglie di Jair Bolsonaro, a confermare nella giornata di ieri che Flávio era uscito dal Paese. L’agenzia argentina Infobae è stata la prima a rivelare la presenza di un jet privato sospetto sulla pista dell’aeroporto di Puerto Iguazú, località che si trova nel cuore della cosiddetta Triplice Frontera dove si incontrano Brasile, Argentina e Paraguay. Il piano di volo prevedeva come destinazione Miami: con sé “quattro misteriosi passeggeri” senza nome. Tra loro, la moglie e le due figlie.

Il governo argentino ha provato inizialmente a negare che Bolsonaro jr avesse attraversato la frontiera. Bolsonaro e famiglia avrebbero raggiunto  lo scalo di Puerto Iguazú distante appena 22 chilometri dalla frontiera del Brasile raggiungendo a piedi. Proprio ieri avrebbe dovuto consegnare il passaporto alle autorità, per ordine del giudice del Tribunale Supremo Alexandre de Moraes, il grande accusatore del padre al processo per golpe. Il timore era proprio quello di una fuga che effettivamente c’è stata.

“Bolsonaro è volato dall’Argentina all’Ecuador”

Su X, la Direzione Nazionale delle Migrazioni argentina ha scritto che Bolsonaro e famiglia avrebbero fatto scalo in Ecuador prima di raggiungere gli Usa: “Alle ore 22:50 del 27/10 sono entrati attraverso il valico di frontiera del Ponte Internazionale Tancredo Neves, nella provincia di Misiones, Flavio Nantes Bolsonaro, Fernanda Antunes Figueira Bolsonaro, Carolina Figueira Bolsonaro e Luiza Figueira Bolsonaro, in possesso di documenti di viaggio validi. Alle ore 23:30, la delegazione in arrivo si è imbarcata su un volo privato operato dalla compagnia Baires Fly S.A. con destinazione la città di Guayaquil, in Ecuador, secondo quanto indicato nel piano di volo”.

Sempre secondo la Direzione Nazionale delle Migrazioni argentina, Bolsonaro e la sua famiglia “non presentavano alcun impedimento legale all’ingresso nel Paese. I transiti sono stati registrati dall’autorità competente senza incidenti”.

“Dietro la sua fuga c’è Marco Rubio”

Ad aver aiutato la fuga del figlio di Jair Bolsonaro sono stati gli Stati Uniti che hanno dichiarato di voler dare asilo politico al senatore. Come riferito dall’avvocato messicano Simón Levy legato al movimento Make America Great Again, Bolsonaro è arrivato “sano e salvo” negli Stati Uniti. “Il cervello di tutta l’operazione è stato il segretario di Stato Marco Rubio”, ha aggiunto Levy. Bolsonaro jr ora avrebbe intensione di guidare l’opposizione a Lula attraverso una strategia di “pressione economica”.

L’amministrazione Trump ha già fatto sapere che è disposta a concedergli l’asilo politico come fatto con il fratello Eduardo, anche lui latitante, che vive tra Orlando e Miami grazie alla green card rilasciata sempre dalla Casa Bianca.

“Comprensibile la fuga di Flávio Bolsonaro negli Usa”

A Bolsonaro sarebbe dovuto essere ritirato il passaporto subito dopo la sua sconfitta elettorale. Per il senatore Sergio Moro, governatore eletto dello Stato brasiliano del Paraná ed ex giudice simbolo dell’inchiesta anticorruzione Lava Jato, su un giro di riciclaggio di denaro collegato a un ex dirigente della compagnia petrolifera statale Petrobras, ha definito “comprensibile” la partenza per gli Stati Uniti di Flávio Bolsonaro, sconfitto da Luiz Inácio Lula da Silva alle elezioni presidenziali.

Moro, ministro della Giustizia nel governo di Jair Bolsonaro dal 2019 al 2020, nel 2018 condannò Lula in un processo poi annullato dalla Corte suprema. “In che tipo di Paese il candidato dell’opposizione alla presidenza, che ha ottenuto 59 milioni di voti, si vede sequestrare il passaporto il giorno dopo le elezioni? Il Brasile è ancora lontano dalla normalità istituzionale. In questo contesto, è comprensibile che Flávio lasci il Paese”, ha scritto Moro sui social. L’ordine di ritiro dei passaporti di Flávio Bolsonaro è stato emesso dal giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes appena sette minuti dopo l’ufficializzazione della vittoria di Lula. Il senatore è indagato per sospetto riciclaggio di denaro insieme all’avvocato Willer Tomaz.

Published by
Lorenzo Briotti