Flotilla, nuovo video shock del governo israeliano: "Arrivano ubriachi per sostenere terroristi" (foto da video) - Blitz quotidiano
Nuove polemiche internazionali dopo la diffusione di un video pubblicato dalla ministra israeliana dei Trasporti, Miri Regev, contro gli attivisti della Flotilla diretta verso Gaza. Nel filmato, rilanciato dai media israeliani e riportato da Tgcom24, la ministra ironizza sui volontari fermati dalla Marina israeliana definendoli “sostenitori del terrorismo” e accusandoli di voler violare il blocco navale imposto da Israele.
Le immagini mostrano i corridoi dei centri di detenzione e gli attivisti fermati dopo l’intervento delle forze israeliane in mare aperto. Secondo quanto riferito, sarebbero oltre 400 i volontari coinvolti nelle operazioni di blocco della Global Sumud Flotilla, partita dal Mediterraneo con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza. Tra loro ci sarebbero anche diversi cittadini italiani.
Nel video Miri Regev afferma che gli attivisti “arrivano ubriachi” e sostiene che non abbiano nulla a che vedere con gli aiuti umanitari. La ministra ha inoltre elogiato l’operato della Marina israeliana e delle forze di sicurezza, rivendicando il diritto di Israele a impedire l’ingresso delle imbarcazioni dirette verso la Striscia di Gaza.
Le dichiarazioni della ministra arrivano poche ore dopo un altro video diffuso dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, già finito al centro delle polemiche per il trattamento riservato agli attivisti fermati. Le immagini e le parole dei membri del governo israeliano hanno provocato dure reazioni anche in Europa, dove diversi esponenti politici hanno chiesto chiarimenti sul rispetto del diritto internazionale durante le operazioni in mare.
La Global Sumud Flotilla era partita con l’intenzione di raggiungere Gaza sfidando il blocco navale israeliano. Negli ultimi mesi il movimento aveva organizzato più spedizioni via mare coinvolgendo centinaia di attivisti provenienti da numerosi Paesi europei e mediorientali. Israele considera però queste iniziative una provocazione politica e sostiene che possano favorire gruppi vicini ad Hamas.