(Foto Ansa)
La Procura militare di Roma ha avviato accertamenti preliminari sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate all’interno di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci. L’iniziativa nasce dall’esposto presentato dal Sindacato dei Militari e, precisa la Procura guidata da Marco De Paolis, serve a verificare l’eventuale presenza di fatti di competenza della giurisdizione militare.
La Procura ha però chiarito che non esiste al momento un’indagine penale nei confronti di Vannacci. “Non è stata disposta alcuna formale iscrizione nel registro delle notizie di reato, né risulta avviata un’indagine penale nei confronti del generale Vannacci”, si legge nella nota.
Parallelamente a quello inviato alla Procura Militare, il Sindacato dei Militari ha trasmesso un secondo esposto alla Procura ordinaria in cui si accusa Vannacci, il coordinatore nazionale e il responsabile del programma di Futuro Nazionale, di ricostituzione del partito fascista e della violazione della legge Scelba. L’atto è stato depositato il 28 agosto scorso, due giorni prima di quello poi inviato alla procura militare, e presto finirà all’attenzione dei pm di piazzale Clodio.
Il Sindacato dei Militari ha indicato almeno due appartenenti alle Forze Armate, chiedendo di verificare se la loro attività politica possa entrare in contrasto con il dovere di “neutralità” previsto per i militari. Nell’esposto viene citato anche il documento programmatico “Bip 2027-2037”, ritenuto dal sindacato incompatibile con alcuni principi democratici.
Il legale di Roberto Vannacci, Giorgio Carta, sostiene che “nei fatti descritti non è ravvisabile alcuna fattispecie di reato, né comune né militare” e aggiunge: “Siamo pertanto assolutamente sereni e confidiamo che gli accertamenti si concludano rapidamente con l’archiviazione”.
“È una situazione grottesca” spiega Antonsergio Belfiori, ufficiale dell’Aeronauticae e segretario nazionale del Sindacato Aeronautica Militare, il cui nome figurerebbe tra quelli contenuti nell’esposto presentato alla Procura militare di Roma. Belfiore, 49 anni, è stato promotore del comitato politico ‘Futuro Nazionale’ a Villafranca di Verona lo scorso marzo. “Costituire un comitato di Futuro Nazionale è stata un’iniziativa personale, non rappresenta alcun incarico né esecutivo né direttivo e la cosa è avvenuta tre o quattro mesi prima della costituzione del partito da parte di Vannacci. Inoltre ho agito privatamente, mai in uniforme e mai in contesti militari. Sono un militare e un libero cittadino, l’importante è non mischiare le due cose. Ci sono tanti militari in Italia organici ai partiti. L’esposto fatto alla Procura militare, nella quale ho rispetto e piena fiducia, ha fini diversi ed è diretto contro Vannacci”.
“Apprendo che il mio nome – dice Luigi Avveduto, sottufficiale e segretario del sindacato Sim-Carabinieri – è contenuto nell’esposto presentato alla Procura militare. Ho un ruolo di consigliere al VII municipio di Roma, sono un sindacalista dell’Arma e pur aderendo a Futuro Nazionale non ho alcun ruolo nel partito. L’unica cosa che posso dire – rivendica è che ho sempre provato a non mischiare i ruoli. Per me l’Arma è sacra”.
“In relazione alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione, si rende necessario precisare che la Procura Militare di Roma non ha avviato alcuna indagine nei confronti del generale Roberto Vannacci per la presunta ricostituzione del partito fascista, né ha indicato tale ipotesi quale oggetto degli accertamenti disposti”. Lo precisa il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, in un lungo post sui social dal titolo “ma ancora credete ai giornali e a quattro politicanti e scribacchini livorosi?”.
Nel post Vannacci cita i diversi passaggi della nota della procura militare sottolineando che “il titolo secondo cui la ‘Procura Militare avvia indagine su Vannacci’ per la ‘ricostituzione del partito fascista’ è una rappresentazione che non trova alcun riscontro negli atti della Procura. Si sta infatti attribuendo all’autorità giudiziaria un’indagine che non risulta essere stata avviata, un’ipotesi – quella della ricostituzione del partito fascista – che non è contenuta nell’esposto alla Procura Militare e un’iscrizione nel registro ex art. 335 c.p.p. che la stessa Procura afferma espressamente di non aver effettuato”. Una distinzione, conclude il leader di Futuro Nazionale “non formale, ma sostanziale”.
“Sulla bocca di tutti – si legge in un post pubblicato da Futuro Nazionale sui social -. Nei pensieri di tutti. Prima i sondaggi. Poi il Financial Times. Adesso esposti e Procure. Nel mirino finiscono Roberto Vannacci, Massimiliano Simoni e Futuro Nazionale. Per un movimento che qualcuno continua a descrivere come marginale, cominciamo ad occupare parecchio spazio. Ci studiano. Ci attaccano. Ci denunciano. Noi continuiamo a costruire Futuro Nazionale. Evidentemente facciamo paura”.
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto sulla vicenda: “Sono e rimango garantista. E per questo trovo profondamente sbagliato trasformare un accertamento preliminare in una ‘indagine’ per ricostituzione del partito fascista. Non difendo Vannacci – aggiunge – difendo un principio: le persone non possono essere condannate sui media”.