Politica

Futuro Nazionale si riunisce in convento, i missionari: “Ci dissociamo da ogni contenuto”

Si intitola “Destra sociale per Futuro Nazionale” l’iniziativa prevista per oggi alle 18 a Napoli. L’evento è organizzato dal coordinamento campano del movimento di Vannacci. L’appuntamento è nel complesso monumentale Vincenziano di via Vergini 51, ma i missionari Vincenziani della Congregazione della Missione si dissociano con una nota ufficiale inviata ai mezzi di comunicazione.

“Ci preme sottolineare fin da subito – si precisa nella nota – che la nostra realtà non ha preso parte all’organizzazione dell’iniziativa, né ne condivide i contenuti o le finalità, contrariamente a quanto emerso da recenti comunicazioni che potrebbero accostarci al movimento politico. La concessione degli spazi – si legge – è avvenuta secondo la prassi con cui il Complesso accoglie da anni iniziative culturali, civiche e associative nel cuore del Rione Sanità. Tale concessione non costituisce in alcun modo adesione, patrocinio o condivisione dei contenuti dell’evento, né dei suoi promotori. L’uso della denominazione ‘Monastero dei Vincenziani’ nella comunicazione dell’iniziativa – si ribadisce – non implica alcun coinvolgimento della comunità religiosa”.

“I Missionari Vincenziani – prosegue la nota – si dissociano pertanto da ogni contenuto, dichiarazione o proposta che verrà espressa nel corso dell’incontro e che non sia conforme al Vangelo e alla dottrina sociale della Chiesa. Fedeli al carisma di San Vincenzo de’ Paoli, che dal 1625 ci chiama a servire i poveri e gli ultimi, ribadiamo che la nostra Congregazione non si identifica con alcuna parte politica. Il nostro impegno ‘sociale’ nasce dal Vangelo, non da un’appartenenza ideologica: si fonda sulla dignità inviolabile di ogni persona, sull’accoglienza dello straniero e del migrante, sulla solidarietà verso chi è fragile, senza distinzione di origine, cultura o religione. Ogni visione che contrapponga le persone, escluda o selezioni chi è degno di essere accolto – conclude la nota – è lontana dal nostro modo di intendere la carità”.

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Silvia Di Pasquale