(Foto Ansa)
Per il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, componente della commissione di Vigilanza Rai, gli estremi per allontanare Ranucci dalla conduzione di Report “c’erano da tempo”. Lo sostiene in un’intervista al Corriere della Sera, commentando la rimozione del giornalista dalla trasmissione.
“Non mi va di infierire su Ranucci, oggi. L’ho attaccato quando è stato potente e prepotente”, afferma Gasparri, che sottolinea: “La mia disistima per Ranucci e le fanfaluche che divulga è antica”. Gasparri ricorda di aver definito Report ‘Telelavitola’ già il 7 novembre 2023 in commissione: “Sono stato profetico, forse quella mia intuizione meritava un approfondimento già allora”.
Alle accuse di un’insofferenza del governo verso il giornalismo d’inchiesta replica: “Ma quale giornalismo di inchiesta?”, citando alcuni servizi della trasmissione. “Ora Ranucci farà il martire. Ha già citato Falcone, Borsellino, Moro. Magari si richiamerà ai martiri della catacombe”.
Dopo l’attentato contro il giornalista “abbiamo tutti solidarizzato e lo rifarei” e aggiunge “resto solidale con Ranucci per l’attentato”. Ma, prosegue, “la Rai ha valutato tanti elementi che fanno concludere che non possa più condurre il programma”. Sull’ipotesi di una candidatura politica di Ranucci, Gasparri afferma: “Io sono per i politici militanti perché l’azione politica non si improvvisa. Ranucci però almeno è un giornalista: se qualcuno lo voleva presidente del Consiglio, non crede che lo faranno almeno senatore o deputato?”.