Politica

Giuseppe Conte: “Primarie solo dopo il programma, basta decisioni dall’alto”

Giuseppe Conte interviene nel dibattito politico sulle primarie, ribadendo una posizione chiara e già espressa nei mesi scorsi: “Sono mesi che tutti parlano di primarie, ben prima del sottoscritto. Ho detto che sono e siamo disponibili come M5s, però prima bisogna avere un programma condiviso e solo dopo si cerca l’interprete migliore per quel progetto. Farlo prima ridurrebbe tutto a una scelta leaderistica, individualistica e allora sì che alimenteremmo le divisioni e fantasiose ricostruzioni”.

Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, il punto centrale resta dunque la costruzione di una base politica comune, evitando di personalizzare troppo il confronto e di creare nuove fratture all’interno delle coalizioni.

“No a metodi verticistici”: il richiamo al referendum

Nel corso dell’intervista, Conte richiama anche il recente risultato referendario, interpretandolo come un segnale chiaro da parte dei cittadini: “Il risultato referendario ci dice che il leader va scelto nella maniera più democratica possibile. Se pensiamo di rispondere a questa onda chiudendoci nelle segreterie di partito o affidandoci agli apparati di partito significa che non abbiamo capito la portata e il significato di questo risultato”.

Una critica diretta ai modelli più tradizionali di selezione della leadership, definiti dallo stesso Conte “un metodo vecchiotto e verticistico”. Il riferimento è anche alle proposte di accordi tra leader per decidere in anticipo i candidati alle primarie: “il referendum ci dice che le persone, specie i giovani, vogliono dire la propria, ignorarli sarebbe un errore”.

L’appello ai giovani e la posizione sull’Ucraina

Il leader pentastellato lancia quindi un invito esplicito alle nuove generazioni a partecipare attivamente alla vita politica: “Auto organizzatevi dal basso, costituite dei gruppi identificabili con un logo, magari con un richiamo alla “democrazia in azione”, e incontriamoci e confrontiamoci in ogni parte d’Italia. Diteci quali sono le vostre idee, i vostri obiettivi”.

Infine, uno sguardo alla politica internazionale, con un passaggio dedicato alla guerra in Ucraina: “Occorre imprimere una svolta negoziale, come diciamo da tempo, e l’Europa deve essere capofila di questa iniziativa. Sono convinto che su questo approccio ci potremo ritrovare tutti”.

 

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Filippo Limoncelli