Carlo Nordio (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Giustizia, Forza Italia rilancia, la Lega è favorevole, Fdl prudente. La maggioranza torna alla carica due mesi dopo il flop al referendum e si torna a parlare di magistratura. È stato il neo-capogruppo azzurro alla Camera Enrico Costa, 56 anni, piemontese di Cuneo, già ministro in due governi (Renzi e Gentiloni) ad annunciare l’iniziativa legislativa in tema di responsabilità civile dei magistrati. Giulia Bongiorno, responsabile giustizia della Lega, ha immediatamente dato il via libera del Carroccio. Più cauto il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, 66 anni, senatore da cinque legislature, avvocato di Ferrara, co-fondatore di Fratelli d’Italia. Una “frenata” che si può legare alle scorie che si ripercuotono su una maggioranza ancora frastornata dalla sconfitta inattesa e dalle crisi internazionale. Una maggioranza ormai impegnata nei posizionamenti in vista delle prossime elezioni.
Un primo confronto è in agenda per il 3 giugno. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, incontrerà Enrico Costa e la senatrice Stefania Craxi che due mesi fa è stata nominata capogruppo di Forza Italia al Senato. Il vertice, come ha anticipato Giulia Bongiorno, affronta un tema “che merita assolutamente attenzione particolare e priorità”. E ha aggiunto: “Certo, ci sono dei paletti a cominciare dal fatto che sia scritto in modo equilibrato. Insomma, non deve avere un carattere di legge punitiva”.
Il referendum ha bocciato i pilastri della riforma che ora vengono ripresi a cominciare dal punto focale, ovvero “la separazione delle carriere” tra magistrati giudicanti e requirenti. Altro punto focale: il sorteggio dei membri togati del Csm. Il sorteggio anziché l’elezione. Inoltre si punta ad un nuovo organismo terzo e indipendente per giudicare e sanzionare i magistrati in caso di errori o illeciti, rendendo così più rigorosa la responsabilità disciplinare. Il 22-23 marzo la riforma non è passata e l’affluenza alle urne è stata del 55.7%. Stavolta lo sprint azzurro potrebbe condurre ad un esito diverso.