Un documento del ministero della Giustizia riaccende lo scontro sul referendum della Giustizia. Il capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, raccontano le agenzie, ha scritto al presidente dell’Anm – l’Associazione Nazionale Magistrati – Cesare Parodi chiedendo una valutazione sull’“opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato da parte di privati cittadini”.
Nella lettera si richiama “un atto di sindacato ispettivo” con cui un parlamentare segnala “un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori” del ‘Comitato Giusto dire No’, “che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’Anm”.
La vicenda era stata sollevata già l’8 gennaio dal deputato di Forza Italia Enrico Costa, che su X aveva posto una serie di quesiti sul rapporto tra l’Anm e il comitato. “L’Anm – scriveva – ha promosso ufficialmente la nascita di un comitato per il No” e, “per bocca del segretario generale, ha confermato di aver finanziato il comitato giusto dire no”, dichiarando che “il comitato ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente, con una donazione volontaria”. Secondo Costa, “questo schema crea uno stretto legame, non solo politico, ma anche formale, tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finiscono per praticare una forma di finanziamento indiretto all’Anm, in quanto finanziano il ‘suo’ Comitato”.
Da qui l’interrogativo: “cosa accadrebbe ove un magistrato iscritto all’Anm si trovasse di fronte, nella propria attività in Tribunale un finanziatore del comitato? Si asterrebbe per gravi ragioni di convenienza?”.
Dura la replica delle opposizioni. “La richiesta all’Anm… di fornire i nominativi dei finanziatori privati del ‘Comitato Giusto dire NO’ è una vera e propria intimidazione che conferma un clima preoccupante intorno al prossimo referendum sulla giustizia”, afferma Peppe De Cristofaro, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra e presidente del gruppo Misto al Senato. “L’Associazione nazionale magistrati è un’associazione privata… e non riceve finanziamenti diretti dallo Stato per la propria funzione sindacale. Il Comitato ha raccolto contributi economici da chi ha liberamente aderito alla campagna per il NO e a loro deve dare conto e non al governo”. Per De Cristofaro, la richiesta partita da Via Arenula sarebbe “la prosecuzione di quello scontro istituzionale voluto e alimentato dal ministro Nordio e dalla destra”, con una “solerzia molto sospetta”.